
Bordate di Matteo Pronzini contro il presidente del CdA dell'Ente ospedaliero cantonale Paolo Sanvido, dopo il suo sms "corteggiatore" al co-primario del Cardiocentro Giovanni Pedrazzini. In un'interpellanza inviata al Governo, il deputato MPS chiede se sia opportuno che Sanvido resti ai vertici dell'Ente.
Per Pronzini il messaggio inviato da Sanvido "ripropone in modo chiaro e preciso la problematica della mancanza di credibilità, legittimità ed autorevolezza di Paolo Sanvido alla testa di una delle strutture para-statali più importanti del nostro cantone".
Già in occasione degli ultimi rinnovi delle cariche del CdA dell'EOC, ricorda il deputato, l'MPS aveva sollevato perplessità sui nominativi proposti dal Governo, in particolare su quello di Paolo Sanvido. Personaggio che, "nella migliore delle tradizioni mercenarie e con grande spregiudicatezza, dalla sera alla mattina è passato dai consigli d’amministrazione della sanità privata a quello della sanità pubblica" sottolinea Pronzini.
"Le nostre perplessità" prosegue il deputato MPS, "erano state indirettamente fatte proprie dal Plenum del Gran Consiglio; basterà ricordare che nell’elezione a scrutinio segreto buona parte dei candidati era riuscito a racimolare solo una quarantina di voti su novanta: Mariani Luigi 41, Beltraminelli Paolo 42, Caverzasio Daniele 42, Sanvido Paolo 43, Crivelli Luca 43, Valeria Canova Masina 46, Dell’Ambrogio Edy 49, Malacrida Roberto 50".
"Al momento della sconfitta, in votazione popolare, della revisione della LEOC, che voleva aprire alla privatizzazione del settore ospedaliero pubblico, l’MPS aveva chiesto formalmente al Consiglio di Stato, tramite una sua mozione del 6 giugno 2016, di pretendere che i membri del CdA dell’EOC, ed anche al presidente Sanvido, rimettessero il loro mandato".
"Nel frattempo la filosofia e le pratiche privatistiche da parte del CdA sono continuate" chiosa Pronzini. "Ne sono un esempio il lento ma programmato strangolamento degli Ospedali di Faido e di Acquarossa, la gestione della vertenza Cardiocentro ed ora questo emblematico caso dell’invio dell’SMS di Sanvido".
Secondo il deputato queste pratiche "non devono e non possono aver diritto di cittadinanza in strutture pubbliche che agiscono (o dovrebbero agire) sulla base di un mandato pubblico e delle regole del servizio pubblico". Per questa ragione chiede al Governo se non ritiene opportuno chiedere, tramite il proprio rappresentante in seno al CdA, che Paolo Sanvido lasci la carica di presidente del CdA dell’EOC e che tutto il Consiglio di amministrazione rimetta il proprio mandato, in modo da eleggere un nuovo CdA composto da persone che "sia per formazione che per visione della sanità, condividono i principi fondamentali di una sanità pubblica". Infine Pronzini chiede di elaborare e presentare al Gran Consiglio un codice di comportamento per gli amministratori dell’EOC.
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