Cerca e trova immobili
Ticino
"L'EOC deve migliorare le cure per i migranti"
"L'EOC deve migliorare le cure per i migranti"
"L'EOC deve migliorare le cure per i migranti"
Redazione
10 anni fa
Otto deputati chiedono, tramite una mozione, l'adesione al programma federale "Swiss Hospitals for Equity"

Migliorare la qualità delle cure sanitarie per i migranti, favorire la salute pubblica e garantire l’accessibilità alle cure sanitarie in modo paritario a tutta la popolazione.

Sono questi gli obiettivi di una mozione presentata oggi al Governo da Gina La MantiaGianrico Corti, Ivo Durisch, Jacques Ducry, Giovanni Kappenberger, Henrik Bang, Matteo QuadrantiClaudia Crivelli Barella, i quali chiedono che l'EOC aderisca al programma federale "Swiss Hospitals for Equity".

Gli otto deputati esordiscono con un'introduzione. "La popolazione ticinese negli ultimi anni ha conosciuto una crescita importante e si trova ora a quota 350'363 persone (+3.824 individui rispetto al 2013). La crescita è caratterizzata da un ulteriore aumento della quota di stranieri (il 27,6%) e di ultrasessantacinquenni (il 21,6%)" scrivono La Mantia e colleghi. "Da rilevare sono l’importanza e l’eterogeneità della popolazione straniera: delle 157 nazionalità censite in Ticino nel 2014, le nove principali sono quella italiana, portoghese, tedesca, serba, croata, spagnola, bosniaca, kosovara e brasiliana. I cittadini italiani sono i più numerosi (58.218 persone, il 60,2% degli stranieri) mentre quelli degli altri otto paesi rappresentano complessivamente il 23,2% degli stranieri. Le restanti 148 nazionalità (il 16,6% del totale) sono piccole comunità nazionali che nella maggior parte dei casi contano poche decine d’individui.""Ma anche a livello federale" proseguono i mozionanti, "la quota degli stranieri rappresenta oltre un quinto degli abitanti della Svizzera e un quarto della popolazione lavorativa. Gli stranieri cofinanziano quindi in misura determinante la nostra sanità pubblica – tuttavia, lo stato di salute di queste persone è meno buono rispetto a quello degli autoctoni."

"Quando si tratta di salute, comprendere ed essere compresi è cruciale" scrivono La Mantia e colleghi. "Competenze comunicative sono richieste al personale sanitario a tutti i livelli, al fine di evitare fraintendimenti con i pazienti, fare le domande giuste e poter ascoltare in modo efficace. Comunicare con i pazienti migranti è particolarmente complesso. In Svizzera vivono circa 200 000 persone che non parlano nessuna delle lingue nazionali né l’inglese. Inoltre, molti pazienti provenienti da un contesto migratorio hanno difficoltà a gestire le normali conversazioni e necessitano di assistenza per comprendere spiegazioni complesse riguardanti la salute."

"I pazienti con scarsa padronanza della lingua del Paese ospitante o con conoscenze limitate del sistema sanitario sono più esposti a incomprensioni, utilizzo inappropriato di medicamenti, errori medici o altre situazioni sfavorevoli" proseguono i mozionanti. "È essenziale quindi promuovere una comunicazione efficace e la partecipazione del paziente al processo decisionale, soprattutto per quel che riguarda il consenso informato o gli interventi chirurgici. Lo stesso vale per altri aspetti riguardanti le cure, in particolare la gestione di malattie croniche (p. es. il diabete). Per questo motivo, i pazienti e i loro familiari necessitano di informazioni adeguate per comprendere le malattie e partecipare alle decisioni e alla pianificazione della terapia. Essere informati meglio e in misura maggiore contribuisce alla sicurezza dei pazienti, promuove le scelte consapevoli e ragionate e consente ai pazienti di collaborare con successo con il personale ospedaliero."

"Anche il nostro Cantone ha contribuito, già a partire dalla fine degli anni ‘90, ad affrontare il tema dell’accesso alla salute da parte della popolazione migrante con diversi interventi" scrivono ancora i mozionanti. "Con il progetto “MigrantFriendly Hospitals” l'Uffico federale della sanità pubblica promuove dal 2010 l’istituzione di centri di competenza che tengano conto delle esigenze dei migranti. Questi centri, ribattezzati in “Swiss Hospitals for Equity”, presentano su un sito web comune i loro programmi e le loro misure."

"La missione della rete “Swiss Hospitals for Equity” è di promuovere un’assistenza sanitaria di alta qualità per tutti i pazienti a prescindere dalla loro origine, nazionalità, lingua, religione, situazione socio – economica e competenza sanitaria" spiegano i mozionanti. "I seguenti ospedali e gruppi ospedalieri fanno parte della rete “Swiss Hospitals for Equity” e fino alla fine del 2017 saranno sostenuti dall'UFSP nelle misure finalizzate alla promozione delle pari opportunità per la popolazione migrante: ospedali universitari di Basilea, Ginevra e Losanna, ospedali pediatrici di Zurigo, Basilea e San Gallo, ospedali di Soletta e ospedale cantonale di Aarau."

Per rafforzare il lavoro già attuato in Ticino in questo ambito e per le ragioni esposte, La Mantia e colleghi chiedono quindi al Consiglio di Stato di istituire nell’ambito del programma federale “Migrazione e salute”, in almeno uno degli ospedali pubblici dell’EOC, un centro di competenza legato alle esigenze dei migranti. Inoltre chiedono al Consiglio di Stato, alla luce di quanto già fatto e delle best practice nel settore della salute pubblica cantonale, di elaborare una strategia sul tema dell’accesso alle informazioni e delle pari opportunità anche nel settore sociale ed educativo.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata