
Alla Lega dei Ticinesi non piace la concessione di un prestito cantonale per la costruzione dei campus dell'Università della Svizzera italiana (USI) e della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e per l'acquisto del terreno necessario alla costruzione del Campus di Lugano FFS. Oltre ad essersi astenuta dal votare oggi in Gran Consiglio, ha proposto un emendamento, a lungo discusso e poi bocciato.
Secondo l’atto, presentato da Michele Guerra (nella foto) e Attilio Bignasca, che lo hanno inviato in redazione, il prestito totale sarebbe dovuto essere “suddiviso nel modo seguente: CHF 65.7 Mio per l’opera Campus 2, CHF 38.6 Mio per l’opera Campus Mendrisio Stazione e di CHF 36.0 Mio per l’opera Campus Lugano FFS”.
Il compito di stabilire il tasso di interesse remunerativo sarebbe dovuto essere secondo la Lega del Consiglio di Stato, che lo avrebbe deciso in base al tasso di rifinanziamento medio cantonale, e la somma totale dovrà essere restituita al massimo in 50 anni.
Lo stesso esecutivo sarebbe stato responsabile del controllo dei progetti e dell’erogazione dei fondi.
Il testo approvato specifica che sarebbe stato il Gran Consiglio a decidere se, in caso di superamento dei termini, concedere o meno un ulteriore prestito: l’emendamento aggiunge che ciò sarebbe dovuto avvenire “per ognuno dei tre progetti”.
Il 20% della somma, 53,2 milioni di franchi, è stato già stanziato a favore di USI e SUPSI, e
I costi annui d'infrastruttura dei nuovi campus sostenuti dalle due strutture universitarie saranno rimborsati dal Cantone attraverso i contratti di prestazioni che dovranno essere modificati prevedendo una voce specifica, al netto della partecipazione stabilite in 1 milione di franchi per l’USI e in 2 per la SUPSI. Quest’ultima ha anche ricevuto un prestito di massimo 10 milioni per l’acquisto del terreno, rimborsabile in 50 anni al massimo e senza tassi di interesse.
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