
"Volevo un ultimo chiarimento con la mia ex ragazza”. Sono le parole del 22enne alla sbarra questa mattina per rispondere di tentato assassinio per i fatti avvenuti a Solduno poco più di due anni fa. Era il 21 ottobre 2021 quando il giovane è partito da Widnau portando con se un arsenale in un borsone e uno zaino. Aveva un fucile di grosso calibro (sottratto a casa dei nonni materni in Austria), un coltello, quattro paia di manette, un rotolo di nastro adesivo, una bottiglia di soda caustica, nonché occhiali e guanti per l’utilizzo di quest’ultima. Aveva messo in atto anche una serie di misure per non essere riconosciuto come coprire il tatuaggio che ha in faccia e aveva pianificato di scavare una buca in cui bruciare i propri vestiti. Ha raggiunto Locarno in treno, si è recato nei pressi dell’abitazione della sua ex ragazza, dove inizialmente si è allontanato un paio d’ore per poi tornare e mettere in atto il suo piano.
Lo sparo
L’imputato si è introdotto nell’appartamento dove ha obbligato lei e il nuovo fidanzato a legarsi a vicenda con le manette. A lui ha messo del nastro sulla bocca e le cuffiette con la musica, per impedirgli di sentire. Ha iniziato a discutere con lei colpendola con uno schiaffo e dicendole che le avrebbe cavato gli occhi. A questo punto è successo quello che probabilmente ha salvato la vita alla vittima. Il cane abbaiava e il 22enne l’ha liberata per farlo zittire. A questo punto lei è riuscita a prendere lo spray al pepe e a scappare dalle scale. Lui l’ha ricorsa armato di fucile e le ha sparato nell’atrio del palazzo attraverso il vetro dell’entrata del condominio. Quel vetro che le ha salvato la vita una seconda volta. La vittima era stata ricoverata in condizioni gravissime ma oggi sta bene. Questa mattina il giudice Siro Quadri ha insistito molto sul motivo per cui il 22enne sarebbe venuto a Locarno. L’imputato ha spiegato che il suo obiettivo era quello di “cercare un colloquio e fare un ultimo incontro”. Il giudice in aula ha sollevato il fucile che figurava tra gli oggetti sequestrati e tenendolo alzato gli ha detto: “Lei voleva solo venire a parlare… con questo?”. Il dibattimento continuerà nel pomeriggio, quando la parola passerà alla pubblica accusa.

