Tentato assassinio di Solduno
“Lei voleva solo venire a parlare, con un fucile?”
Caroline Roth
27.11.2023 12:33

Si è aperto il processo a carico del 22enne sangallese alla sbarra per aver tentato di uccidere la sua ex ragazza armato di fucile. I fatti sono avvenuti a Solduno due anni fa, la vittima era rimasta gravemente ferita.
"Volevo un ultimo chiarimento con la mia ex ragazza”. Sono le
parole del 22enne alla sbarra questa mattina per rispondere di tentato
assassinio per i fatti avvenuti a Solduno poco più di due anni fa. Era il 21
ottobre 2021 quando il giovane è partito da Widnau portando con se un arsenale
in un borsone e uno zaino. Aveva un fucile di grosso calibro (sottratto a casa
dei nonni materni in Austria), un coltello, quattro paia di manette, un rotolo
di nastro adesivo, una bottiglia di soda caustica, nonché occhiali e guanti per
l’utilizzo di quest’ultima. Aveva messo in atto anche una serie di misure per
non essere riconosciuto come coprire il tatuaggio che ha in faccia e aveva
pianificato di scavare una buca in cui bruciare i propri vestiti. Ha raggiunto
Locarno in treno, si è recato nei pressi dell’abitazione della sua ex ragazza, dove inizialmente si è allontanato un paio d’ore per poi tornare e mettere in
atto il suo piano.
Lo sparo
L’imputato si è introdotto nell’appartamento dove ha
obbligato lei e il nuovo fidanzato a legarsi a vicenda con le manette. A lui ha
messo del nastro sulla bocca e le cuffiette con la musica, per impedirgli di
sentire. Ha iniziato a discutere con lei colpendola con uno schiaffo e
dicendole che le avrebbe cavato gli occhi. A questo punto è successo quello che
probabilmente ha salvato la vita alla vittima. Il cane abbaiava e il 22enne
l’ha liberata per farlo zittire. A questo punto lei è riuscita a prendere lo
spray al pepe e a scappare dalle scale. Lui l’ha ricorsa armato di fucile e le ha
sparato nell’atrio del palazzo attraverso il vetro dell’entrata del condominio.
Quel vetro che le ha salvato la vita una seconda volta. La vittima era stata
ricoverata in condizioni gravissime ma oggi sta bene. Questa mattina il giudice
Siro Quadri ha insistito molto sul motivo per cui il 22enne sarebbe venuto a
Locarno. L’imputato ha spiegato che il suo obiettivo era quello di “cercare un
colloquio e fare un ultimo incontro”. Il giudice in aula ha sollevato il fucile
che figurava tra gli oggetti sequestrati e tenendolo alzato gli ha detto: “Lei
voleva solo venire a parlare… con questo?”. Il dibattimento continuerà nel pomeriggio, quando la parola
passerà alla pubblica accusa.

