
Doveva essere un tranquillo fine settimana all'insegna del divertimento. Una domenica in barca, e non era neanche la prima. Già, perchè per il milanese annegato ieri nel lago di Lugano, non si trattava della prima uscita. Intervistato il gestore dell'affitta barche che aveva noleggiato il mezzo ai due sfortunati giovani, ne esce un quadro piuttosto ambiguo di ciò che sia potuto succedere. "Le condizioni del lago erano più che buone, non c'era eccessiva ventilazione, solo un po' di Porlezzina verso Melide, nè l'acqua era particolarmente agitata. Niente di grosso insomma. Non c'era neanche il ritorno dell'onda", ci dice ancora il gerente. "Non capisco come sia potuta succedere una tale tragedia". E ancora: "Quel motoscafo di appena otto cavalli l'avrebbe potuto guidare anche un ragazzino di 14 anni". "Ma non era la prima volta che venivano al noleggio barche. Erano già venuti 3-4 volte". Hanno voluto tornare in mezzo al lago. Una decisione costata carissima al 24enne. Quando chiediamo come i due si fossero presentati, ci dice che "il ragazzo era vestito in maniera elegante, indossava dei pantaloni e una camicia. E anche lei non era da meno. Non sembrava neanche che volessero fare il bagno." Si trattava di un "ragazzone", a quanto pare non era un uomo fisicamente minuto lo sfortunato deceduto. Ci si chiede allora, una volta in acqua, come mai lei sia riuscita a nuotare fino alla barca e lui no. "Sul motoscafo c'era la ciambella salvagente. Quando sono andato a riprendere la barca - ferma sotto Capo San Martino - la ciambella era staccata. Forse la ragazza ha provato ad usarla. O forse non ha fatto in tempo a gettargliela". Chiediamo se dopo il terribile incidente la ragazza si sia fatta rivedere, ma lui ci risponde di "no". "Dunque - conclude - non posso sapere cosa sia esattamente successo". AF
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