
È la solita storia. Un paese che viaggia a due velocità. Da una parte la Svizzera interna che vola e produce utili, dall’altra un Ticino che va a rilento e fatica a mantenere i ritmi dell’economia nazionale, anche in un settore all’avanguardia come quello del legno che genera 7 miliardi di franchi l’anno. Tutto ciò è emerso oggi durante il Simposio organizzato da Holzbau Svizzera, l’associazione di categoria, al Centro Esposizioni di Lugano, e al quale hanno partecipato diverse personalità della politica nazionale e internazionale.
“E’ un settore che in Svizzera sta bene – ha detto il consigliere agli stati Filippo Lombardi (PPD) – Con il Ticino che però non riesce a stare al passo con gli altri. Ed è proprio per stimolare i nostri imprenditori che oggi siamo qui a Lugano".
Un concetto che ha ribadito il presidente centrale dell’associazione Hans Rupli, secondo il quale “si deve sfruttare al meglio le risorse locali. In Svizzera si usa anche legno proveniente dall’estero. Tutti noi dobbiamo sforzarci per stimolare quelle regioni meno produttive, affinchè possano migliorare dal punto di vista qualitativo e quantitativo”.
Un grido d’allarme l’ha lanciato anche un imprenditore del ramo, Lino Somazzi: “Ritengo che il settore funzioni, però il materiale che abbiamo qui in Ticino proviene dall’estero e dalla Svizzera interna. Inoltre la lavorazione è assai diminuita”.
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