Cerca e trova immobili
Ticino
Legittima difesa: il voto è da rifare
Foto CdT
Foto CdT
Filippo Suessli
5 anni fa
Giorgio Ghiringhelli ha vinto il suo ricorso al Tribunale federale riguardante l’opuscolo informativo: elettori “influenzati in maniera inammissibile”. Si voterà il 26 settembre 2021

I ticinesi dovranno tornare a votare sull’iniziativa sulla legittima difesa promossa da Giorgio Ghiringhelli. A deciderlo è stato il Tribunale federale che ha accolto il ricorso dello stesso Ghiringhelli, che contestava i contenuti dell’opuscolo informativo inviato ai cittadini, e ha annullato l’esito della votazione. “Sono soddisfatto perché questasentenza garantirà che in futuro il Consiglio di Stato si guarderà bene dal diffondere informazioni fuorvianti in occasione di una votazione. Ma sono anche arrabbiato, perché il rifacimento della votazione comporterà perdite di tempo e denaro che si sarebbero potute evitare se il Governo avesse accolto a suo tempo il mio tempestivo reclamo, e che forse si potrebbero ancora evitare se il Gran Consiglio (GC) decidesse di fare marcia indietro e approvasse perlomeno il controprogetto all’iniziativa che aveva bocciato nel 2019”, scrive Ghiringhelli in un comunicato stampa. Il Consiglio di Stato, in un suo comunicato stampa ha confermato che la votazione sarà ripetuta il prossimo 26 settembre.

“Influenzati in maniera inammissibile”

L’iniziativa, titolata “Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa”, fu bocciata il 9 febbraio 2020 da una stretta maggioranza dei ticinesi. Ghiringhelli fece ricorso, tutelato dall’avvocata Sabrina Aldi, perché nell’opuscolo informativo alla popolazione, il Consiglio di Stato definì il testo dell’iniziativa come “violazione del diritto federale”. Ghiringhelli da subito si era opposto ai contenuti dell’opuscolo, chiedendo il rinvio del voto e l’invio di nuovo materiale informativo. Così non fu e con una differenza di 426 voti la sua proposta fu bocciata. I giudici del Tribunale federale, però, con l’opuscolo i cittadini “sono stati influenzati in maniera inammissibile su punti per nulla marginali ma decisivi della votazione”, si legge negli stralci della sentenza diffusi da Ghiringhelli. Il Consiglio di Stato, ancora, si espresse con affermazioni “categoriche, assolute e tassative”, mentre avrebbe dovuto farlo “in maniera interrogativa, dubitativa o quale ipotesi”.

“Opuscolo importante”

Secondo i giudici losannesi, inoltre, “contrariamente all’assunto governativo che cerca di sminuirne la portata l’opuscolo informativo riveste una grande importanza nell’ambito della formazione della volontà dei cittadini (...). Certo, il CdS e il Parlamento potevano raccomandare di rifiutare l’iniziativa, ma non sulla base di un’informazione non oggettiva, e in parte tendenziosa (...) in quanto non compiutamente esaminata da queste due autorità (...)”. Con così pochi voti di differenza, quindi, “è senz’altro possibile che le censurate, assodate irregolarità potrebbero aver influenzato in maniera rilevante e decisiva la sorte della votazione, mutandone l’esito”. Insomma, il voto secondo il Tribunale è da rifare. “Ho torto a ritenermi vittima di uno ‘scippo’ politico?”, scrive Ghiringhelli.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata