
Il Consiglio di Stato ha preso posizione sull'iniziativa popolare denominata "Le vittime di aggressioni non devono pagare i costi di una legittima difesa", invitando il Gran Consiglio a bocciarla.
L'iniziativa promossa da Giorgio Ghiringhelli aveva raccolto 9'248 firme ed era stata dichiarata "ricevibile" a seguito di una perizia del consulente giuridico del Gran Consiglio Tiziano Veronelli.
Nel suo messaggio pubblicato oggi, il Consiglio di Stato esprime alcune considerazioni che lo spingono a dichiararsi contrario all'iniziativa.
Innanzitutto il Governo sottolinea "come le attuali disposizioni del Codice di procedura penale (CPP) contemplano già la problematica sollevata dall’iniziativa. Così, il CPP prevede l’esclusione del carico delle spese procedurali all’imputato in caso di abbandono del procedimento o di assoluzione. Inoltre, l’imputato assolto ha diritto a un’indennità per le spese sostenute ai fini di un adeguato esercizio dei suoi diritti procedurali."
"La legislazione federale vigente è addirittura più ampia dell’iniziativa, che contrariamente al CPP non prevede la copertura del torto morale e del danno economico subito dalla persona assolta" precisa il Consiglio di Stato.
In seguito il Governo evidenzia che "negli ultimi anni in Ticino, come in quasi tutta Europa, si è osservata una forte regressione dei reati contro il patrimonio, in particolare dei furti. Nel 2016 questi ultimi sono ulteriormente diminuiti del 13,9%".
"Proprio perché i furti sono diminuiti in Ticino, la legge proposta avrebbe unicamente uno scopo preventivo, non risponderebbe ad una vera e propria necessità e verrebbe quindi applicata in pochi casi: la nuova legge andrebbe a regolare una situazione che si presenta sempre più raramente sul nostro territorio, non vi è perciò alcuna emergenza da giustificare nuove disposizioni in quel senso" si legge nel messaggio governativo. "Per di più, l’entrata in vigore di una simile regola potrebbe comportare il rischio di stimolare una giustizia “fai da te”, ritenuto come il sistema giuridico odierno vieti qualsiasi forma di giustizia privata."
"Ma non solo" scrive ancora il Governo. "Questa iniziativa potrebbe far nascere la falsa credenza che difendendosi da sè, andando magari oltre la proporzionalità dell’autodifesa, si sarebbe tutelati dallo Stato, inducendo peraltro le persone a commettere un eccesso di legittima difesa. Non da ultimo, occorre precisare che le persone con una situazione finanziaria precaria possono in ogni caso fare capo all’assistenza giudiziaria per le spese legali. Il sistema vigente garantisce quindi già l’accessibilità della giustizia a tutti i cittadini. In questo senso, l’iniziativa non porta elementi nuovi."
"Va infine rimarcato come l’accoglimento dell’iniziativa popolare comporterebbe anche un aggravio finanziario per il Cantone, ciò che non rispecchia la politica di risparmio attualmente messa in atto dal Governo" conclude il Governo, che invita quindi il Parlamento a non accogliere l'iniziativa.
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