
Ieri mattina, Basilea Città ha fornito un aggiornamento sul focolaio di legionella – da ricondurre, in tutta probabilità, a una torre di raffreddamento. 28 i casi ad oggi, 2 in più rispetto a lunedì. Una diffusione simile in Ticino non si è mai vista, ci spiega la responsabile del centro nazionale legionella Valeria Gaia. La trentina di infezioni riscontrate nel 2026, infatti, erano tutte non correlate tra loro. Senza contare che i numeri, negli ultimi due anni, sono rimasti stabili. “Prima del Covid erano di più”, afferma la dottoressa Gaia. La media ticinese è però superiore a quella nazionale forse “per le condizioni meteo del nostro cantone che è più caldo e più umido rispetto agli altri”.
Dove prolifera la legionella
Questa forma di polmonite (che si tramette per aerosol) prolifera principalmente in acque tiepide o calde. “Il posto dove questi batteri si trovano meglio è nei circuiti di acqua calda degli stabilimenti delle case”, dichiara la responsabile del Centro. Ma si parla anche “dei sistemi di condizionamento dell’aria perché ci sono vasche in cui l’acqua rimane stagnante e può raggiungere temperature favorevoli allo sviluppo” di legionella.
50 ispezioni ogni anno
Il laboratorio cantonale ha il compito di controllare l’acqua di impianti accessibili al pubblico: quella delle piscine, delle case anziani, ospedali, degli alberghi. “Ogni anno facciamo una cinquantina di ispezioni e decine di prelievi di acqua dalle strutture di nostra competenza”, sottolinea il direttore Nicola Forrer. E negli anni il numero di strutture non conformi è diminuito. Secondo Forrer, il “tasso di non conformità attorno al 6%, che è uno dei tassi più bassi a livello svizzero”.
Le raccomandazioni
Nessun controllo è invece previsto per i privati. Per evitare che la legionella si moltiplichi, Forrer consiglia di seguire le prescrizioni: “l'acqua calda dovrebbe essere al bollitore almeno di 60 gradi e all'interno delle tubature mantenere i 55 gradi. L'acqua fredda, invece, dovrebbe rimanere sempre sotto i 25”. Per gli impianti più moderni, invece, “è importante attivare i cicli anti-legionella: ogni giorno la temperatura viene alzata sopra i 60 gradi proprio per evitare la proliferazione del batterio”.

