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Il dibattito
Legge sull’apertura dei negozi, oggi si esprimerà il Gran Consiglio
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
4 anni fa
Tra i temi all’ordine del giorno il parlamento dovrà esprimersi sull’iniziativa parlamentare del PLR che chiede di modificare la legge sull’apertura dei negozi. L'Ocst: "non escludiamo di lanciare un referendum".

È uno dei temi caldi della politica ticinese e oggi tornerà a scaldare gli animi del parlamento cantonale. Parliamo dell’iniziativa PLR lanciata il 31 maggio 2021 che chiede di modificare la Legge sull’apertura dei negozi. Tre le richieste contenute nella proposta dei liberali radicali: prolungare l’orario d’apertura dei commerci fino alle 19:00 durante i festivi non parificati alla domenica, aumentare da tre a quattro le aperture domenicali e, terzo, incrementare da 200 a 400 metri quadrati la superficie dei negozi che possono tenere aperto la domenica nelle zone turistiche.

Chi è pro e chi contro

La maggioranza della Commissione economia e lavoro, accoglie favorevolmente le proposte del PLR. Nel rapporto di maggioranza redatto dal leghista Andrea Censi e sostenuto da Lega, PLR, UDC e parte de Il Centro, viene evidenziato che -come si legge sul Corriere del Ticino- “gli iniziativisti mirano ad aumentare le possibilità e i margini di manovra per il settore del commercio, per sua natura sempre più in concorrenza con l’estero o con il segmento online”. Nel rapporto di minoranza, sostenuto da PS, Verdi, PC e l’altra parte de Il Centro, il socialista Fabrizio Sirica, relatore del documento, scrive che a perderci “sarebbero le migliaia di persone impiegate nel settore che dovranno rinunciare al proprio tempo libero”.

Cosa ne pensa il settore

Federcommercio e DISTI, si legge sul CdT, definiscono l’iniziativa “un primo passo nella giusta direzione”. Lorenza Sommaruga, presidente della Federcommecio, riferendosi alla pandemia e al conflitto in Ucraina spiega che per il settore “è fondamentale che si riesca a ottenere questa piccola miglioria». Nessun timore per i piccoli commerci”. Sulle condizioni di lavoro dei dipendenti il presidente della DISTI Enzo Lucibello spiega che “Le garanzie sono date dalla legge federale sul lavoro, una legge che va applicata”.

OCST non esclude di lanciare un referendum

“Nonostante le promesse, ora ci troviamo di fronte a una proposta che, a nostro avviso, è un oltraggio nei confronti dei lavoratori di un settore che ha già vissuto pesanti peggioramenti delle condizioni di impiego, anche a causa dell’introduzione della nuova legge”, spiega Chiara Landi, responsabile del settore terziario di UNIA riferendosi all’entrata in vigore, il 1. gennaio 2020, alla Legge sull’apertura dei negozi. Paolo Locatelli, responsabile cantonale del settore della vendita per OCST, spiega che questa iniziativa vuole modificare una legge entrata in vigore da poco più di due anni e afferma che, come sindacato, “vedremo come andrà il dibattitto in Gran Consiglio e non escludiamo di lanciare un eventuale referendum, o di aderirvi”.

 

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