
Le principali associazioni animaliste svizzere hanno annunciato il lancio del referendum contro la modifica della Legge sulla caccia, che lascia un margine di apprezzamento maggiore nella regolazione di specie, anche protette, considerate problematiche. Modifiche normative che proprio non piacciono al WWF.
"In natura, gli animali sono molto utili. Basta odiarli per poterli abbattere. Questo è un ritorno al Medioevo", ha spiegato la capo progetto di WWF Svizzera Johanna Schoenenberger ai microfoni di TeleTicino.
Emblema della modifica di legge non poteva che essere il lupo, il cui status di specie protetta è subordinato al grado di minaccia. "Non la si può più chiamare legge, è una specie di menu à la carte. È stata bacata, erosa da interessi particolari e alla fine, è uscita una legge senza concetto. Non c'è più un ragionamento sul fatto che queste specie si stanno estinguendo invece di proteggerle. Qui non c'è più criterio, né scientifico né tantomeno etico di protezione. È diventata una legge sull'abbattimento".
Se è vero che è l’istinto a spingere l’animale ad attaccare le greggi, il WWF come giustifica gli attacchi del canide? "Sul fatto che questi lupi creino problemi siamo tutti d'accordo e pure di abbatterli se sono dannosi. L'allevamento ha ben altri problemi. Ad esempio, perde almeno 4mila capi di bestiame minuto all'anno per cause del vago pascolo o per mancanza di cure. Invece, a causa di tutti e tre i grandi predatori, perderà - al massimo - 300 capi all'anno. Il problema lupo è un problema politico, ma non veramente reale, se non nel singolo caso".
Argomentazioni, queste, che costituiranno le basi della raccolta delle 50mila firme necessarie per la riuscita del referendum.
Tutti i dettagli nel TG di TeleTicino delle 18.45
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