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Legge sul clima, necessaria o dannosa?
Redazione
3 anni fa
Neutralità climatica entro il 2050: è questo l'obiettivo della legge sul clima e sull'innovazione in votazione il 18 giugno. Sul tema hanno discusso a Ticinonews i consiglieri nazionali Piero Marchesi (UDC) e Greta Gysin (Verdi).

Si chiama legge sul clima e sull’innovazione ed ha un obiettivo ambizioso: raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Ma non tramite imposte, tasse o divieti. Le misure principali riguardano infatti sostegni finanziari: 2 miliardi di franchi andranno a sostegno di chi sostituisce impianti di riscaldamento elettrici, a gasolio e gas con qualcosa di più rispettoso dell’ambiente; 1,2 miliardi invece saranno riservati alle imprese del settore artigianale ed industriale che adotteranno tecnologie innovative per una produzione ecosostenibile. Il tema, che verrà sottoposto al voto del popolo il 18 giugno, ieri sera è stato discusso a Ticinonews dai consiglieri nazionali Piero Marchesi (UDC) e Greta Gysin (Verdi).

Marchesi: “Il progetto metterà in difficoltà la Svizzera”

Secondo Marchesi, è necessario analizzare anzitutto il contesto in cui si trova la Svizzera, che è "responsabile dello 0,1%, un millesimo, delle emissioni di CO2. E se guardiamo anche le emissioni pro capite, la Svizzera è messa certamente bene”, spiega il deputato democentrista. “Il nostro Paese produce 4 tonnellate pro capite di anidride carbonica, mentre nelle Nazioni a noi vicine si va dall'Italia, con il 5,41%, all'Austra con il 7,5%, all'8,52% dell'Olanda”. Ciò non significa che non si possa fare di più, ma questo progetto “metterà in forte difficoltà l'approvvigionamento energetico elettrico della Svizzera, perché togliere quel 60% di carbon fossile che fa funzionare oggi il Paese richiederà una quantità di energia elettrica molto superiore”, afferma il consigliere nazionale UDC. "Se penso alla mobilità e alla sostituzione degli impianti di riscaldamento con le termopompe, avremo bisogno di molta più energia elettrica, che già oggi manca. Metteremmo dunque il nostro Paese in una situazione di crisi”. Infine “ricordo che i 3,2 miliardi di franchi che verranno inseriti nell'economia sono sempre soldi dei contribuenti. Non sono gratis”.

Gysin: "Una grande opportunità per la nostra economia"

Di tutt’altra opinione Greta Gysin. Per la consigliera nazionale dei Verdi ci troviamo in una crisi climatica globale in cui ognuno deve dare il proprio contributo e, inoltre, “non ci si deve dimenticare che questa svolta climatica ed energetica rappresenta anche una grande opportunità per la Svizzera e per il nostro polo universitario che può, grazie ai contributi e all'innovazione, lavorare ancora di più per le nuove tecnologie che ci aiuteranno ad affrontare questa sfida”. Si tratta “di un'opportunità enorme per la nostra economia, con la creazione di posti di lavoro qui nel nostro Paese”. Secondo Gysin “i contrari pongono tanto l'accento su questi 3,2 miliardi che in 10 anni andremo ad investire per la svolta climatica, ma si dimenticano continuamente di dire che oggi siamo talmente tanto dipendenti dall'estero che annualmente una media di 8-10 miliardi finiscono verso Stati autoritari per comprare l'energia fossile di cui abbiamo bisogno”. È necessario “riuscire a diminuire la nostra dipendenza dall'estero. Dobbiamo investire sull'efficienza energetica, sull'innovazione e sulle nuove tecnologie, e lo facciamo con una legge che non prevede né divieti né nuove tasse. È in questa direzione che si deve andare”.