
"Nel 2016 il popolo è stato gabbato: non ha votato sulla legge sugli orari di apertura dei negozi entrata in vigore il primo gennaio". Non le manda a dire il segretario regionale di Unia Giangiorgio Gargantini che stamattina ha incontrato la stampa per spiegare i motivi del ricorso del sindacato contro la legge inoltrata lunedì al Tribunale Federale. Legge che, lo ricordiamo, era stata vincolata all'entrata in vigore del contratto collettivo nel settore della vendita.
Fermo restando che per Unia il CCL in questione non migliora in alcun modo le condizioni dei lavoratori - "una foglia di fico", è stato definito - il ricorso non verte esclusivamente sul documento. Sia perché Unia non ha potuto accedere alla documentazione necessaria per verificare la validità del quorum dei negozi, condizione sine qua non per la sua entrata in vigore, sia perché "non è in nostro potere bloccare quanto deciso dal padronato e dal sindacato OCST", ha spiegato Gargantini.
Oggetto del ricorso da un punto di vista giuridico è quindi l'unità di materia. Vale a dire il fatto che il popolo sia stato chiamato a votare sugli orari dei negozi (regolamentati da leggi cantonali) ma che questi siano stati vincolati al CCL (leggi sui lavoratori regolamentate dal diritto federale).
Non solo mezz'ora in più: le zone turistiche beneficiano di deroghe fino alle 22.30
In via subordinata il ricorso verte anche contro gli articoli 10 e 14 che regolano le deroghe relative alle zone turistiche e di confine, le quali, di fatto, "hanno liberalizzato totalmente gli orari per la maggior parte dei negozi fino a una superficie massima di 200 metri quadri, 7 giorni su 7 dalle 06.00 alle 22.30".
"Una truffa", ha ribadito Gangartini, visto che al momento del voto il popolo si è di fatto espresso solo sulla mezz'ora in più. Mentre, da regolamento, sono considerati zone turistiche quasi un centinaio di comuni e quartieri, tra cui Molino Nuovo, teatro della conferenza stampa. Di qui la presenza ironica sul tavolo di una maschera da sub e una da sci. "Caso mai qualcuno volesse farsi una sciata in quel di Molino Nuovo", ha concluso Gargantini.
Non solo il sindacato Unia. Anche un commerciante ricorre
Questa mattina si è appreso che non è solo il sindacato Unia a ricorrere contro la nuova legge. Secondo quanto riferito da La Regione anche un commerciante, beneficiario delle deroghe previste dalla normativa, ha impugnato la legge in vigore. Ai giudici di Losanna chiede l’abrogazione dei capoversi degli articoli 10 e 14, che vietano la vendita di alcolici dopo le 19 durante i giorni feriali (le 21 il giovedì) e dopo le 18 durante le domeniche e i giorni festivi. Questo non solo nei negozi annessi alle stazioni di servizio, ma anche in quelli situati nei camping o i chioschi con una superficie di vendita inferiore ai 50 metri quadrati.
I Giovani liberali radicali ticinesi contro Unia
Ieri, in un comunicato stampa, i Giovani liberali radicali ticinesi (Glrt), hanno criticato “la rigidità ideologica di Unia", auspicando "meno ideologia", considerate le difficoltà del Cantone, confrontato con la concorrenza delle vendite online.
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