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Legge sui negozi, le ragioni del no
Legge sui negozi, le ragioni del no
Legge sui negozi, le ragioni del no
Redazione
11 anni fa
Il neo costituito comitato contrario spiega perché bocciare l'estensione degli orari di mezz'ora il prossimo 28 febbraio

Altro che mezz’ora di lavoro in più, in gioco c’è molto molto di più. Ne è convinto il Comitato unitario contrario alla nuova Legge sugli orari di apertura dei negozi in votazione il prossimo 28 febbraio.

Prolungare fino alle 19 in settimana e fino alle 18 e 30 il sabato - ha spiegato stamani il comitato - non è chiedere una qualsiasi mezz'ora in più ai lavoratori.

“L’estensione degli orari peggiorerebbe ulteriormente la qualità di vita di una categoria di lavoratori già molto sotto pressione – ha detto Giangiorgio Gargantini di UNIA. "Lavorare mezz’ora in più significherebbe aumentare ancora la flessibilità indebolendo il diritto alla vita famigliare e sociale, rendendo sempre più inconciliabili gli orari di lavoro con quelli degli asili nido e di visita negli ospedali”

Per il presidente USS Graziano Pestoni la votazione tocca equilibri di convivenza sociale che vanno garantiti. Anche perché la misura prima o poi potrebbe venir estesa anche ad altri settori, gli ha fatto eco Marco Forte della Syndicom.

Per il comitato - a cui aderiscono anche il partito socialista e il sindacato VPOD - vi sono poi argomentazioni di carattere economico, perché l’estensione degli orari di apertura dicono non “porterà a nessun aumento dei posti di lavoro”.

Secondo il comitato a trarre beneficio dalla modifica saranno solo i centri commerciali, con la conseguenza che i piccoli commercianti faranno ancora più fatica a reggere la concorrenza. Contestata per ultimo anche l’argomentazione della DISTI, secondo cui per ridurre il turismo degli acquisti occorre prolungare l’apertura dei negozi.

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