
Altro che mezz’ora di lavoro in più, in gioco c’è molto molto di più. Ne è convinto il Comitato unitario contrario alla nuova Legge sugli orari di apertura dei negozi in votazione il prossimo 28 febbraio.
Prolungare fino alle 19 in settimana e fino alle 18 e 30 il sabato - ha spiegato stamani il comitato - non è chiedere una qualsiasi mezz'ora in più ai lavoratori.
“L’estensione degli orari peggiorerebbe ulteriormente la qualità di vita di una categoria di lavoratori già molto sotto pressione – ha detto Giangiorgio Gargantini di UNIA. "Lavorare mezz’ora in più significherebbe aumentare ancora la flessibilità indebolendo il diritto alla vita famigliare e sociale, rendendo sempre più inconciliabili gli orari di lavoro con quelli degli asili nido e di visita negli ospedali”
Per il presidente USS Graziano Pestoni la votazione tocca equilibri di convivenza sociale che vanno garantiti. Anche perché la misura prima o poi potrebbe venir estesa anche ad altri settori, gli ha fatto eco Marco Forte della Syndicom.
Per il comitato - a cui aderiscono anche il partito socialista e il sindacato VPOD - vi sono poi argomentazioni di carattere economico, perché l’estensione degli orari di apertura dicono non “porterà a nessun aumento dei posti di lavoro”.
Secondo il comitato a trarre beneficio dalla modifica saranno solo i centri commerciali, con la conseguenza che i piccoli commercianti faranno ancora più fatica a reggere la concorrenza. Contestata per ultimo anche l’argomentazione della DISTI, secondo cui per ridurre il turismo degli acquisti occorre prolungare l’apertura dei negozi.
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