
Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato stampa del Comitato ristretto di Legaverde in merito alla riammissione della candidatura al Governo di Xenia Peran:
"Con la decisione del Consiglio di Stato di procedere all’invio del materiale elettorale, nonostante fosse pendente il ricorso Peran presso il Tribunale federale, quella che si palesa all’orizzonte è una calda primavera elettorale fatta di manipolazioni, poca trasparenza e rischio di brogli elettorali.
Il comitato ristretto di Legaverde, capitanato da Stefano Caligari (segretario politico), sentiti i vari suoi membri ha preso atto della decisione dell’esecutivo Cantonale di procedere all’invio del materiale elettorale per le elezioni cantonali 2019, stigmatizzando che tale modo di procedere crea confusione nell’elettorato e rischi di brogli elettorali.
In effetti, con la sentenza del Tribunale Federale (Corte di diritto pubblico) del 26 febbraio u.s, chiamato a istituire sul ricorso di Xenia Peran per lo stralcio dalla candidatura del 5 febbraio 2019, sono affiorate lacune e carenze da parte dell’Esecutivo cantonale. Dalla sentenza, peraltro corposa e dettagliata si evincono passaggi quali “… risoluzione carente del Consiglio di Stato..”, “…maniera contraddittoria e incoerente nello stralciare. Decisione insostenibile e arbitraria..” . Tutto ciò ci fa pensare alla superficialità e all’incompetenza dell’Esecutivo nel trattare il tema.
Ora, molti potranno pensare che tutto si sia risolto per il meglio: Peran riammessa, la campagna elettorale può continuare. Invece no! Il cancelliere Arnoldo Coduri, intervistato dai media, ha dichiarato che la consegna ai Comuni ticinesi del materiale di voto da inviare ai cittadini era in parte già iniziata e che le nuove schede (corrette e di colore verde) verranno stampate nei prossimi giorni. D’altra parte sembra che molti Comuni negli scorsi giorni abbiano già avviato la complessa macchina della consegna del materiale di voto agli elettori (in special modo ai residenti all’estero). Di conseguenza, visto e considerato quanto sopra per le elezioni Cantonali 2019 molti elettori avranno ricevuto due schede per il Consiglio di Stato, con il palese rischio di confusione fra le stesse. Bizzarie di stagione? Carnevalate in stile ticinese?
Scherzi a parte, per Legaverde questo modo di agire è un sintomo prodromico di possibili brogli elettorali, in quanto questo “rimescolare le carte” attuato con la presenza di due distinte schede elettorali per la lista numero 10 porterà ad avere nell’urna una scheda non valida.
Legaverde fa notare che all’atto dello spoglio vigilerà puntualmente affinché sia fatta chiarezza sul numero di schede “farlocche” riscontrate e che le stesse vengano contate separatamente. Agli organi esecutivi ticinesi rimane il compito di informare dettagliatamente l’elettore circa l’utilizzo corretto della scheda buona della lista Legaverde per il Consiglio di Stato".
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