
Il Mattino della domenica entra nel dibattito sul futuro dell'area di centrodestra e appoggia la prospettiva di una «casa comune» fra Lega e UDC, muovendo però due rilievi al presidente cantonale democentrista ad interim Marco Chiesa, che nei giorni scorsi ha parlato di una destra ticinese che «merita un'entità unica e coesa».
L'articolo firmato MDD ricorda che sui temi le due forze hanno «la medesima posizione» e chiede se abbia ancora senso replicare a ogni elezione l'«asilo Mariuccia» su liste uniche e congiunzioni, invece di consolidare la collaborazione in un'entità che «valorizzi e rispetti le peculiarità, le sensibilità, l'identità e la storia» di chi ne farà parte, aperta anche ai non tesserati.
L'argomento centrale è l'«elettore silenzioso di centrodestra»: se l'area si perde in personalismi, quell'elettore «finisce col non votare del tutto». I rilievi a Chiesa riguardano la comunicazione, «si è lasciato prendere dall'ansia da prestazione e ha rilasciato troppe interviste», e i tempi: il percorso «non si compie in pochi mesi» e non può avere come orizzonte le prossime Cantonali.
Il domenicale nega infine ogni «diktat» e attribuisce le letture critiche ai «media di regime», con il PLR indicato come principale interessato a una destra divisa. Il contesto è quello della rottura fra i due partiti, consumata a colpi di comunicati.

