
La storia d’amore fra Lega e UDC non ha nulla da invidiare ad una puntata della gloriosa serie love boat. Dopo il primo flirt di sette mesi fa i due partiti si sono inseguiti, allontanati, riavvicinati. Tutto sembrava ormai perso fino a quando - spiega TeleTicino in un approfondimento andato in onda questa sera - il capitano della nave dell’UDC svizzera ed il suo valido equipaggio hanno permesso all’amore di trionfare. Dopo un voto segreto il gruppo leghista in Gran consiglio, ieri ha deciso di correre con un lista unica per il Consiglio di Stato.
Una scelta che non ha fatto l’unanimità. I deputati luganesi, membri della prima ora del movimento di via Monte Boglia, sembra che abbiano mostrato resistenze e reticenze a correre insieme ai democentristi. Dopo una breve riunione in cui si è parlato lungamente dell’incontro avvenuto domenica fra colonnelli e l’araldo di Christoph Blocher, il vallesano Oskar Freysinger, a spuntarla è stata però la posizione sostenuta per mesi da Norman Gobbi ed Antonella Bignasca. Secondo la RSI, anche Claudio Zali, in un primo tempo piuttosto freddino all’idea di una lista unica, avrebbe infine cambiato idea. Bocche cucite sul messaggio portato in Ticino da Freysinger, ma è indubbio che la situazione si sia sbloccata dopo l’intervento dell’UDC nazionale.
L’accordo elettorale fra movimento e partito si estende ovviamente anche alle federali del prossimo ottobre, in particolare alla questione Consiglio degli Stati. In questa caso il patto non è cambiato e prevede che i due partiti presentino ognuno un candidato. Il più votato sarà poi sostenuto da entrambe le forze politiche nell’ottica di un probabile ballottaggio.
Per le cantonali di aprile la formula resta quella del 3+2. Al fianco dei due consiglieri leghisti uscenti, ci dovrebbe essere il capogruppo Daniele Caverzasio. Per l’UDC è sicura la presenza del presidente cantonale Piero Marchesi. Stando ai rumors, al suo fianco ci dovrebbe essere la vicepresidente del partito in rappresentanza del Sopraceneri, l’avvocato losonese Roberta Soldati, in prima fila durante la campagna sull’iniziativa per l’autodeterminazione. Un nome che porterebbe maggior equilibrio nella lista, sia in termini di genere che di rappresentanza geografica. Una presenza sicuramente più probabile di quella di Marco Chiesa. Il consigliere nazionale UDC anche oggi ci ha risposto un asciutto “no” riguardo alla sua presenza sulla lista per il Consiglio di Stato. In effetti, viste le ambizioni federali, candidarsi in una lista che ha come principale obiettivo la riconferma dei due ministri uscenti, non gioverebbe al democentrista ben posizionato all’interno del partito svizzero.
L’UDC ticinese comunicherà i nomi dei suoi candidati martedì prossimo al termine del proprio comitato cantonale. Le lega invece dovrebbe attendere fino al 20 gennaio.
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