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Ticino
Lega-UDC, finché elezione non vi separi
Lega-UDC, finché elezione non vi separi
Lega-UDC, finché elezione non vi separi
Redazione
8 anni fa
Il matrimonio in vista delle cantonali s'ha da fare, ma i tempi sono lunghi. E le bordate di Attilio Bignasca...

Salvo clamorosi ribaltoni dell’ultimo momento il matrimonio elettorale tra Lega e UDC s’ha da fare. In questi giorni le varie parti stanno conducendo trattative serrate affinché il “vissero felici e condenti finché... le prossime elezioni non vi separino” possa concretizzarsi.

Dopo la riunione plenaria di domenica – durante la quale i vertici della Lega hanno bocciato i due scenari d'intesa precedentemente concordati con i democentristi (una sola lista per il Consiglio di Stato con quattro leghisti e un UDC e un’unica candidatura per gli Stati oppure una sola lista per il governo con tre leghisti e due UDC e due candidati per gli Stati) – sembrava che qualcosa si fosse mosso ma le dichiarazioni rilasciata a La Regione dall’ex coordinatore del movimento di via Monte Boglia Attilio Bignasca avevano provocato non pochi malumori. “Non ci sarà nessun accordo elettorale se l’UDC continuerà ad attaccare Zali, vedi l’iniziativa parlamentare UDC per l’abolizione della tassa di collegamento, approvata oltretutto dal popolo tanto caro ai democentristi”, aveva tuonato. E, riferito alle federali: “Se Battista Ghiggia, nostro candidato naturale, non se la sentirà per motivi professionali o personali di correre per il Consiglio degli Stati, farò un corso intensivo di tedesco e mi candiderò contro il cagnolino della signora Martullo Blocher (ovvero Marco Chiesa, ndr)”.

Appare chiaro che all’interno della Lega c’è chi non vede di buon occhio un’alleanza con l’UDC e preferirebbe correre in solitaria come nell’aprile del 2015. Tra di essi figura anche il ministro Claudio Zali ma, stando a quanto riferito oggi dal Corriere del Ticino, la riunione di domenica avrebbe convinto anche i colonnelli più “duri e puri” . Poi, come detto, l’iniziativa parlamentare democentrista ha messo non pochi bastoni fra le ruote ma la sensazione è che il matrimonio, alla fine, verrà comunque celebrato.

Una controproposta della Lega (quattro leghisti e un UDC sulla lista per il Consiglio di Stato, due candidati per gli Stati e l’accesso al ballottaggio per colui che riceverà più voti) è stata discussa nel pomeriggio di ieri in una riunione cui hanno partecipato il consigliere di Stato Norman Gobbi, Antonella Bignasca, il presidente democentrista Piero Marchesi e il capogruppo in Gran Consiglio Sergio Morisoli. L'esito, scrive il foglio bellinzonese, è stata una fumata grigia e si potrebbe tornare a valutare uno degli scenari iniziali. 

Lo scoglio da superare non è tanto la lista del Consiglio di Stato, dove un accordo è dietro l’angolo, bensì la strategia in vista delle elezioni federali: in casa democentista non piace l’idea di sostenere la lista leghista per assicurare i due seggi in Consiglio di Stato per poi presentare due candidati agli Stati che si annullerebbero a vicenda. Insomma, passi per un sostegno alle cantonali ma in cambio si deve puntare su un unico candidato forte a Berna.

A livello cantonale è chiaro che per l'UDC non cambia nulla correre separatamente o insieme al movimento di via Monte Boglia. La Lega, dal canto suo, con almeno un democentrista in lista metterebbe in cassaforte i suoi due seggi. Lista che, oltre agli uscenti Norman Gobbi e Claudio Zali e al capogruppo in Gran Consiglio Daniele Caverzasio, dovrebbe includere anche il presidente democentrista Piero Marchesi mentre l'ultimo posto verrà molto probabilmente occupato da una donna, allontanando dunque l'ipotesi Boris Bignasca. In ogni caso se ne saprà di più entro il 10 novembre, quando si terrà il congresso dell’UDC.

nic

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