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Ticino
Lega, tra vittorie e nostalgici azzardi
Lega, tra vittorie e nostalgici azzardi
Lega, tra vittorie e nostalgici azzardi
Redazione
9 anni fa
I commenti dei quotidiani ticinesi dopo il "Sì"alla tassa sul sacco, che ha diviso il partito di via Monte Boglia

Dopo la domenica di voto cantonale, i giornali ticinesi sottolineano quest'oggi la vittoria del Governo nella votazione cantonale per la tassa sul sacco. Un voto che ha infiammato soprattutto il dibattito interno alla Lega dei Ticinesi, al centro proprio degli editoriali odierni.

Secondo Paolo Ascierto (LaRegione, "Lega se due è meglio che uno"), il movimento si è forse spaccato sul sacco, ma di certo senza indebolirsi: "Ieri ha vinto sia a livello cantonale, sia nella sua roccaforte. O perlomeno non ha perso né a Bellinzona, né a Lugano". Il "tutti per uno" dei partiti storici negli ultimi anni è una "strategia che non ha pagato" per Ascierto, che evidenzia come in un Ticino "sempre più diviso e in balia della crisi economica", forse è "solo quando si vince, che spaccarsi in due non è più un tabù".

"Il nostalgico azzardo dei leghisti” titola invece Gianni Righinetti sul Corriere del Ticino, sottolineando che il chiaro “no” della città di Lugano (64%) al “fetido balzello” non può soddisfare i reduci delle posizioni contro ogni imposizione sul sacco dei rifiuti: "Dire di essere soddisfatti per Lugano (...) è la stessa risposta che hanno dato per anni i partiti storici e i loro rappresentanti, che pur di non ammettere una disfatta palese a vantaggio della Lega, si sono aggrappati ad ogni minimo dettaglio che sembra dare loro ragione". Il largo schieramento pro-tassa avrebbe dovuto consigliare ai Bignasca di volgere lo sguardo altrove per un voto "prevedibile". Per Righinetti, ”il no alla tassa è stato il goffo tentativo dei nostalgici di rifarsi una verginità dopo il silenzio nei confronti della vittoria di Claudio Zali sui posteggi”.

Nessun editoriale sul voto cantonale da parte del Giornale del Popolo, che ha però commentato la votazione federale sulla svolta energetica, "Tra docce fredde e punti di domanda". La direttrice Alessandra Zumthor nel suo editoriale si interroga in particolare sui dubbi e quesiti irrisolti che lascia in eredità il voto di ieri ("di fronte al compiacimento generale, al cittadino resta la preoccupante sensazione che nessuno ora sappia esattamente come andare avanti"), chiamando alla responsabilità dei singoli: "La speranza riposta nei progressi tecnologici non deve illuderci sul fatto che saremo chiamati in causa in prima persona noi, coi nostri comportamenti da modificare".

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