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Ticino
Lega e Savoia: chi corteggia chi?
Redazione
13 anni fa
I Verdi fanno quadrato attorno al loro coordinatore. Sembrerebbe, però, che Borradori gli abbia offerto una casacca leghista...

“Verdi contro Sergio Savoia? Ma quando mai! Anzi, confermiamo la nostra piena fiducia al nostro coordinatore”. Il movimento fa quadrato e a mezzo stampa si stringe attorno al proprio coordinatore. La polemiche, specie a due settimane da un appuntamento elettorale, si sa, non giovano a nessuno. Così leggendo l’articolo apparso stamattina su un gratuito qualcuno sarà saltato sulla sedia. Poche decine di righe con le quali anonimi esponenti di spicco del movimento si scagliavano contro Savoia snocciolando le proprie perplessità di fronte al tatticismo del leader, paragonandolo persino ad un novello Macchiavelli. I motivi sono presto spiegati: in principio c’erano state le lacrime di Savoia per la morte di Giuliano Bignasca. E fin qui passi, in fin dei conti, avranno pensato in molti, i rapporti personali vanno al di là dello scontro politico. Poi c’erano state le lodi al presidentissimo defunto. E già a questo punto qualcuno nelle fila ecologiste si era infastidito. Ed eccoli, i primi scricchiolii: un paio di settimane fa la sezione di Lugano aveva preso posizione contro la presenza del Nano in lista e Savoia prontamente li aveva bacchettati. Non è finita, perché giusto qualche giorno fa il coordinatore aveva speso parole di apprezzamento, in caso di un ballottaggio che lui dava per scontato, per Marco Borradori. Insomma, pareva di capire che l’ipotesi di un sindaco leghista in quel di Lugano, a Savoia non spiacesse. Soprattutto quando l’alternativa si chiama Giorgio Giudici. La goccia che deve aver fatto traboccare il proverbiale vaso, specie nel Mendrisiotto. Così lunedì sera in quel di Balerna si è tenuta un incontro per chiarire la faccenda. “Ne siamo usciti più uniti di prima ci ha raccontato chi c’era”. Tutti uniti tranne, a quanto pare, quei presunti esponenti di spicco anonimi intervistati dal giornale gratuito. E così oggi in casa Verde i nervi erano tesi, quasi nessuno aveva voglia di parlare con i giornalisti. Meglio non ingigantire la polemica, rispondeva la maggioranza. A ridimensionare le polemiche ci ha pensato la deputata Michela Delcò Petralli. “Tanto per cominciare non era un articolo pro Borradori”, ha dichiarato “E poi Savoia si consulta sempre con la direzione. Quello che viene pubblicato è concordato”. Tutto è bene quel che finisce bene dunque? Ni. Sembra che Savoia, al termine della famosa riunione di Balerna, fosse in vena di confidenze. Ai pochi rimasti avrebbe raccontato di una telefonata di Marco Borradori che gli chiedeva di entrare a far parte delle file leghiste. Nono solo, si parla di un ruolo di peso, forse addirittura il posto di Consigliere di Stato, ma che lui, prontamente abbia rifiutato. Leggenda metropolitana, voci delle malelingue, o semplice battuta? Affaire a suivre.

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