
“In merito all'inventario dei beni culturali da conservare, la Lega dei Ticinesi reputa che, nell'ottica di porre un freno alla cementificazione del territorio e alla conseguente bolla immobiliare, che si fa sempre più vicina, la citata misura non sia chiaramente sufficiente” si legge nel comunicato diramato stamane da Giuliano Bignasca e Lorenzo Quadri. Secondo i due deputati leghisti è diventato necessario una revisione del piano regolatore poiché, ormai obsoleto, non fornisce nessuna garanzia contro demolizioni, cementificazioni e bolla immobiliare. In vista dell’allestimento di un nuovo piano regolatore, i due deputati propongono dunque l’istituzione di zone di pianificazione su tutto il territorio cittadino, che avrebbe come conseguenza uno stop edilizio della durata di almeno 3-5 anni. “Da subito quindi a Lugano, fino a definizione del nuovo PR valido per tutto il territorio cittadino, non devono più venire rilasciate licenze edilizie per la realizzazione di nuovi immobili”. Questo non varrebbe per stabili pubblici e case unifamiliari singole così come per ristrutturazioni dell’esistente, a condizione che esse non portino ad un aumento di superficie superiore al 15%. "Se il Municipio non ne vuole sapere di decretare il Baustopp, la Lega raccoglierà le firme" è il monito lanciato dai due deputati sul Mattino della Domenica.
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