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"Lega al governo, temiamo un'ondata di migranti in Svizzera"
"Lega al governo, temiamo un'ondata di migranti in Svizzera"
"Lega al governo, temiamo un'ondata di migranti in Svizzera"
Redazione
8 anni fa
L'UDC teme le 500'000 espulsioni promesse dal governo 'giallo-verde' italiano. Matter: "Spero che Sommaruga sia pronta"

Tra il 23 e il 27 maggio, nei giorni in cui sembrava tutto fatto per la nomina di Giuseppe Conte a primo ministro italiano, la politica svizzera si è trovata confrontata con un possibile scenario fin qui impensabile: il programma del governo Lega-M5S prevede infatti l’espulsione di 500'000 migranti irregolari e la ridiscussione degli Accordi di Dublino. All’Italia, non è un mistero, la legge europea che impone l'esame delle richieste d'asilo dei migranti al primo paese di sbarco non piace in quanto nella maggior parte dei casi lo sbarco avviene proprio in territorio italiano

Sul chi vive, evidenziava la Neue Zürcher Zeitung, è l’UDC. Il consigliere nazionale Roger Köppel, in un editoriale sulla Weltwoche evidenziava come la via più rapida per il respingimento di 500’000 persone fosse proprio quella nord, ovvero in direzione della Svizzera. Dello stesso avviso anche il collega di partito Thomas Matter: “Dovessero arrivare centinaia di migliaia di persone al confine sarebbe imperativo rafforzare i controlli”, aveva ammonito. “Spero che Simonetta Sommaruga si preparata a una simile eventualità”.

Le preoccupazioni sembravano essersi smorzate in seguito alla rinuncia di Conte, ma il ‘colpo di coda’ degli scorsi giorni ha inevitabilmente rilanciato il tema, anche perché proprio oggi il premier ha confermato che l'Italia "chiederà con forza il superamento del regolamento di Dublino" (vedi articolo suggerito). Va tuttavia evidenziato che sia la ridiscussione degli accordi sia l’espulsione di mezzo milione di anime dal suolo italiano non sono obiettivi realizzabili nell’immediato.

La portavoce della Segreteria di Stato della Migrazione (SEM) Emmanuelle Jaquet von Sury ha spiegato al quotidiano zurighese che “espulsioni di tale portata sono facili da promettere ma difficili da mantenere in quanto ci vorrebbero diversi anni”. Anche il consigliere nazionale PPD Marco Romano non ha voluto lasciarsi andare a facili allarmismi, nonostante il Ticino sarebbe senza dubbio il cantone più colpito.

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