
L'"effetto Greta", che sia Thunberg piuttosto che Gysin, non ha toccato il Ticino. La prima aveva scatenato l'onda verde che ha sancito la vittoria dei Verdi in molti cantoni, la seconda si era esposta, come non faceva da anni, a favore della causa del partito che ha rappresentato in Gran Consiglio per due legislature.
Dopo la debacle del 2015, che ha sancito poi la spaccatura del partito, i Verdi registrano un'ulteriore perdita di consensi, almeno per il Consiglio di Stato, con un significativo -3,8 che quasi dimezza il già deludente risultato di quattro anni prima. Domani si vedrà se questo primo dato corrisponderà anche a una perdita di seggi in Gran Consiglio, l'impressione è però che molto difficilmente i Verdi ticinesi riusciranno a rimanere sulla scia dei loro omologhi a Nord delle Alpi.
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