
Nell’ultimo trimestre del 2014 il settore delle costruzioni ticinese ha registrato una tenue flessione degli affari indotta dal calo degli ordinativi. Una dinamica che coinvolge sia l’edilizia principale (edilizia e genio civile) che quella accessoria (aziende d’istallazione e di completamento), ma che per ora non compromette la robustezza del settore.
L’orizzonte si presenta ancora a tinte grigie: per i prossimi mesi gli operatori si attendono un inasprimento degli affari (verosimilmente più accentuato nell’edilizia principale) e possibili ridimensionamenti dei livelli d’impiego. Prospettive negative che potrebbero per lo meno essere mitigate dalle tuttora ingenti riserve di lavoro.
Dati alla mano Vittorino Anastasia, Direttore della Società svizzera impresari e costruttori (SSIC-Ti), commenta che si potrebbe avere la sensazione che l'edilizia principale in Ticino presenta segni di qualche difficoltà. Ma paragonando i risultati con quelli del medesimo trimestre del 2013 "ci si accorge che parecchi saldi sono migliori e alcuni anche di parecchio". Fra questi si possono elencare la situazione degli affari attuali, la richiesta e l’occupazione nei prossimi 3 mesi, il grado di sfruttamento dell’inventario, la situazione reddituale negli ultimi e nei prossimi 3 mesi nonché le riserve di lavoro nel genio civile. Riserve di lavoro, precisa Anastasia, "che si attestano sui 4,5 mesi per l’edilizia (5,3 mesi nel III trimestre) e ben 7,3 mesi per il genio civile contro i 3,3 mesi del trimestre precedente. Una tendenza per i due comparti esattamente opposta a quella dell’ultimo rilevamento. Questo altalenarsi di risultati positivi e negativi è, a mio giudizio, l’espressione di una situazione economica del settore che presenta un certo nervosismo, che tuttavia gode ancora di buoni margini operativi".
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