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Ticino
L'economia ticinese va meglio di quanto si pensi
L'economia ticinese va meglio di quanto si pensi
L'economia ticinese va meglio di quanto si pensi
Redazione
11 anni fa
La Camera di commercio ha presentato oggi i risultati di uno studio realizzato con 269 aziende ticinesi

La Camera di Commercio ha presentato stamane i dati relativi all'andamento dell'economia ticinese nell'anno appena trascorso. Per realizzare lo studio, sono state interpellate 269 aziende commerciali, industriali, artigianali e dei servizi associate alla Cc-Ti e da tempo presenti e ben radicate sul territorio cantonale, in rappresentanza di 14'991 posti di lavoro in Ticino. Il campione di aziende è ormai consolidato da sei anni, per cui i risultati possono essere considerati attendibili. Scopo dell’inchiesta, dare indicazioni sulle tendenze generali dell’economia ticinese, senza comunque pretendere di sostituire le analisi più mirate effettuate dai singoli settori economici.

Da quel che è emerso, anche in Ticino, come avviene nel resto della Svizzera, si è constatato un rallentamento dell’economia, seppur rimasto abbastanza limitato nel 2015. La varietà dei settori economici presenti sul territorio cantonale ha permesso di attutire in parte gli effetti molto negativi a cui sono stati esposti, in tempi e modi differenti, l’industria, il turismo e il commercio su tutti. Secondo quanto presentato, l’economia ticinese nel suo complesso, come quella svizzera, ha saputo affrontare un difficile 2015 con decisione e una buona capacità di reazione che ha evitato danni peggiori.

In sostanza, l’andamento degli affari nel 2015 è stato giudicato di segno positivo (da soddisfacente a buono) dal 65% delle imprese, meno di quanto previsto a fine 2014, per gli ovvi motivi legati alla decisione della Banca nazionale svizzera dello scorso 15 gennaio 2015. Il rallentamento dell’economia appare evidente se consideriamo che nel 2014 il 76% delle aziende aveva rilevato risultati positivi. Per l’andamento futuro, il 63% delle imprese prevede un andamento da soddisfacente a buono per il primo semestre 2016 e la percentuale resta quasi identica (60%) per le previsioni oltre i primi sei mesi dell’anno. Anche le previsioni si attestano su percentuali decisamente meno positive rispetto a quanto avvenuto negli scorsi anni, quando in media tre aziende su quattro esprimevano ottimismo per l’anno successivo. Per il momento sono ancora confortanti i dati sugli investimenti effettuati e sulla relativa propensione agli investimenti per il 2016, mentre negativo è il fatto che il grado di autofinanziamento delle aziende sia in peggioramento, seppur abbastanza lieve.

Dal punto di vista occupazionale, è stata registrata una stabilità dell’effettivo per il 60% delle aziende, mentre il 20% ha aumentato il personale e il 20% lo ha ridotto (a volte di poche unità). Per il 2016 il 75% delle aziende prevede stabilità dell’effettivo, 15% una riduzione e 10% un aumento.

La Cc-Ti, in questo anno di importanti cambiamenti, ha ulteriormente intensificato le iniziative a favore delle aziende in vari campi come la regolamentazione, la fiscalità, la mobilità e la formazione. Data la complessità della situazione economica, in particolare per la questione concernente la forza del franco rispetto all’euro, la Cc-Ti ha condiviso sostanzialmente l’approccio del Consiglio federale in particolare di non prevedere aiuti diretti alle aziende, perché questo creerebbe disparità di trattamento e l’istituzione di un enorme apparato burocratico, di difficile gestione. 

L'associazione-mantello dell’economia ticinese, tra le varie iniziative, ha anche organizzato numerose missioni economiche per aprire ulteriori sbocchi commerciali per gli imprenditori ticinesi, lavorando in particolare sui mercati della Russia, della Turchia e del Kazakistan. Il lungo lavoro svolto ormai da diversi anni sul mercato russo in particolare sta portando i primi frutti, come dimostra la notizia di qualche giorno fa della conclusione di un importante contratto per la ditta Agroval SA di Airolo.

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