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L'economia ticinese si prepara alla crisi energetica, ma ci sono dei "ma"
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Daniele Coroneo
4 anni fa
Approfittando dell'incontro fra Udc federale e rappresentanti del tessuto economico cantonale, abbiamo colto timori e proposte di tre attori dell'economia ticinese.

Si conclude oggi la due giorni di extra muros della frazione Udc alle Camere in vista della sessione autunnale. La scelta del partito di Marco Chiesa è caduta su Lugano e sul Ticino. Come avviene anche per le altre uscite degli esponenti Udc nella Berna federale, il partito ha organizzato un incontro con i rappresentanti dell’economia locale.

L'evento si è svolto a Porza, presso la ditta del presidente della Camera di commercio Andrea Gehri. A rispondere "presente" all'invito dell'Unione democratica di centro sono stati esponenti dell’industria, del commercio, della finanza e non solo. Inutile dirlo, il tema caldo dell'incontro è stato quello che tiene banco da settimane: la crisi energetica e le misure federali al vaglio per contenerla. La questione in effetti preoccupa il mondo economico, in tutte le sue declinazioni. Non si vuole tuttavia rimanere con le mani in mano.

È quanto ci ha per esempio confermato il padrone di casa dell'evento. "La prima misura che si deve adottare è contenere i consumi, laddove possibile", commenta Andrea Gehri. "Per fortuna l'anno scorso la nostra azienda ha investito in un impianto fotovoltaico. In questo modo raggiungiamo un'autonomia su base annua che si avvicina all'80%". Questo in maniera preventiva. Se però una penuria di elettricità si presentasse in maniera grave, rimarrebbe il rischio di dovere ricorrere a decisioni pesanti. Gehri mette tuttavia le mani avanti: "Tagliare l'elettricità non deve essere un'opzione. Semplicemente, non riusciremmo più a produrre".

"Vetrine spente sì, ma sotto Natale?"

L'energia non è solo scarsa, ma anche cara. Entrambi i fattori preoccupano i negozianti. "Parliamo di costi superiori che saremo chiamati a gestire", commenta la presidente di Federcommercio Lorenza Sommaruga. Una sorpresa amara per un settore che negli ultimi anni si è più volte trovato in difficoltà. "L'illuminazione - prosegue Sommaruga - fa la differenza. I negozi sono belli se le vetrine sono illuminate. Ci sono comunque alcuni commercianti che tengono spente le vetrine perché in questo momento è la cosa giusta da fare. Un negozio spento sotto Natale e nel periodo più buio dell'anno rischia tuttavia di perdere un po' di fascino e questo potrebbe essere un problema".

"Tagliate quelle accise!"

In tema rimane pure la questione del costo del carburante. Con il pieno più vantaggioso nella vicina Italia, molti ticinesi si recano ancora oltreconfine per fare benzina. "Il settore della benzina è in difficoltà, se non disperato", commenta Matteo Centonze, Ceo di Ecsa Group. Roma ha infatti prorogato il taglio delle accise sul carburante, scelta fatta anche da Parigi. Queste tasse sono invece state reintrodotte in Germania, arrestando il flusso verso questo Paese dei pendolari svizzeri del pieno. "La nostra paura è che Berna, visto che il problema non è più presente in Svizzera tedesca, si volti ancora dall'altra parte, come spesso fa", chiosa Centonze. "Spero che la politica federale non dimentichi il Ticino e si proceda, come chiede l'Udc, al taglio di tutte le tasse energetiche, non solo quelle sul carburante".