
L'attuazione delle due iniziative popolari sulle casse malati, sul piano cantonale, si fonda su una ripartizione paritetica fra uscite ed entrate. E in questo ultimo caso, sono tre le misure che garantiranno un aumento delle entrate annue di 25,8 milioni di franchi. Innanzitutto, un supplemento fra il 2027 e il 2029 dell'aliquota massima dell'imposta cantonale sulla sostanza, che dovrebbe portare nelle casse dello Stato 20 milioni di franchi in più all'anno. C'è poi la modifica delle aliquote per le operazioni nel registro fondiario, per un totale di 5 milioni. Infine, c'è quella che è stata definita un'ottimizzazione della fatturazione dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale, 800'000 franchi, frutto di un aumento delle tasse di ospedalizzazione e dei ricavi derivanti dai trattamenti terapeutici. Misure che non piacciono all'economia ticinese, profondamente preoccupata dalla mancanza di una visione d'insieme a lungo termine. Dopo aver affrontato il tema delle uscite con il mondo accademico, Ticinonews si è chinato anche sul fronte delle entrate con il mondo economico.
Gehri: «La spesa sanitaria più elevata della Svizzera»
«Il Ticino è diventato ormai il Cantone con la spesa sanitaria più elevata della Svizzera, con circa 6’000 franchi di spesa pro capite», ci dice il presidente della Camera di Commercio Andrea Gehri. «Evidentemente va preso mano il sistema, cercando di capire dove poter risparmiare e, con quali tipi di azioni, rispettivamente di riforme». La parola chiave è risparmio. Non maggiori aggravi fiscali. «Non siamo noi a ribadirlo, ma è il popolo ticinese che ha espresso negli ultimi anni la contrarietà a qualsiasi aumento delle imposte. Quindi, la volontà popolare è quella quella di mettere in atto le iniziative».
Volontà popolare calpestata?
Iniziative che, nel caso di quella socialista, faceva esplicito riferimento a un aumento dell'imposta sulla sostanza. Ma in questo caso, non si calpesta la volontà popolare? «La volontà popolare è anche quella che in due precedenti occasioni di votazione ha espresso la chiara intenzione di non toccare l'assetto fiscale, anche perché il Canton Ticino è confrontato con una concorrenza intercantonale, e già si posiziona in uno strato basso. Se poi andiamo a toccare questo tipo di fiscalità diventeremo ancora meno attrattivi e rischiamo di perdere dei contribuenti che comunque contribuiscono al finanziamento, anche della socialità».
Aumento imposta sulla sostanza
Nemmeno il fatto che l'aumento dell'imposta sulla sostanza avviene per un periodo transitorio, senza che vi sia la certezza che verrà riproposta per finanziare le iniziative nella loro fase a regime, soddisfa gli ambienti economici. «Se attualmente – in questa fase transitoria – l'attuazione delle due iniziative rappresenta grosso modo il 10%, già toccando un assetto fiscale, mi chiedo quale sarà la soluzione finale. È questa visione d'insieme che non percepiamo e non leggiamo», conclude Gehri. Una visione d'insieme che deve permettere di risanare il sistema sanitario senza squilibrare le finanze, altrimenti l'economia è già pronta a sostenere un eventuale referendum.

