
È un grido d’allarme, ma è anche un attacco compatto, la lettera inviata oggi al Consiglio di Stato ticinese dalle maggiori associazioni economiche ticinesi. Firmata dai rappresentanti di Camera di commercio, Unione professionale svizzera dell’automobile, Hotelleriesuisse, Gastroticino, Disti e imprenditori a titolo privato, la lettera chiede al Consiglio di Stato di intervenire presso il Consiglio federale per mettere fine alla “politica di chiusure indiscriminate quanto arbitrarie”.
Pur riconoscendo la “immane tragedia” rappresentata dalla pandemia e “il dolore per chi è mancato”, gli imprenditori chiedono che si corregga la gestione dell’emergenza “gravemente deficitaria” da parte del governo federale. Si ricorda il caso mascherine: inizialmente indicate come non utili. “La verità è che non ce n’erano a sufficienza”.
Danni economici e vite rovinate
Nonostante la politica ticinese abbia agito in “maniera molto più strutturata ed efficace”, si legge ancora, “i danni a livello sociale e finanziario sono stati, ovviamente, molto gravi. Il distanziamento sociale, il confinamento e la chiusura forzata di quasi tutte le attività produttive e di intrattenimento, della maggioranza degli esercizi pubblici e, ad un certo punto, persino degli studi medici, hanno riscosso un prezzo molto alto in un Cantone già molto fragile dal punto di vista economico e sociale. E non si tratta solo dei rischi di fallimento e dei posti di lavoro persi, ma dei danni alla salute fisica e mentale di tante persone che hanno visto le loro vite sconvolte e, a volte, irrimediabilmente rovinate. Al dolore si è aggiunto dolore, disperazione alla disperazione”.
“Se l’economia non regge mancano i mezzi”
Prendendo spunto da una presa di posizione del British Medical Journal, la cordata di imprenditori, punta ancora il dito sui “lockdown indiscriminati e prolungati”, usati dai governi per tutelarsi dalle accuse di non aver fatto abbastanza, più che per la loro reale efficacia. Ma, rilanciano i firmatari, “se l’economia non regge, infatti, vengono a mancare i mezzi per sostenere la salute e la socialità. È, questo, un concetto molto semplice che il Consiglio Federale sembra aver perso completamente di vista nel momento in cui sostiene la necessità di prolungare a marzo 2021 e, forse anche oltre, la chiusura forzata dei commerci e degli altri esercizi pubblici”. Misure in cui gli imprenditori vedono una “devianza di tipo autoritario che non può e non deve essere tollerata nel nostro Paese”.
“Oltre il 28 febbraio non è sostenibile”
A fronte di queste argomentazioni, la lettera chiede che il Consiglio di Stato ticinese si rivolga a Berna per evitare che il Consiglio federale continui sulla linea tracciata (e sempre più probabile di un prolungamento delle misure). “Un prolungamento delle chiusure oltre il 28 febbraio non è più sostenibile dal punto di vista finanziario né tollerabile dal punto di vista politico.
È un vostro preciso dovere intervenire prima che sia troppo tardi, pianificando la ripresa delle attività economico-produttive nel nostro Cantone, che dovranno svolgersi con il rigoroso e verificato rispetto delle norme preventive che attualmente sono: il distanziamento, la disinfezione, il porto della mascherina”.
I firmatari
Ad avere sottoscritto la lettera sono: Albertoni Luca (Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino); Cattaneo Rocco (Consigliere Nazionale); Doninelli Marco (Unione Professionale Svizzera dell’Automobile Ticino); Fontana Carlo ( Imprenditore e membro HotellerieSuisse Ticino); Frapolli Giovanni (Imprenditore); Heim Jürg (Delegato Federazione Svizzera Centri Fitness e di Salute); Lucibello Enzo ( Associazione dei grandi distributori ticinesi – DISTI); Mazzantini Roberto (Imprenditore e membro Associazione ImprendiTi); Nacaroglu Rupen (Società dei Commercianti di Lugano); Pianezzi Lorenzo (HotellerieSuisse Ticino); Pin Ivan (Imprenditore e membro FSCFS); Regazzi Fabio (Consigliere Nazionale); Sommaruga Lorenza (Federcommercio Ticino); Suter Massimo (Gastroticino); Tarchini Silvio (Imprenditore).
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