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Ticino
"L'economia ticinese è resiliente, ma i problemi la metteranno a dura prova anche nel 2023"
©Chiara Zocchetti
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Redazione
4 anni fa
Come è andato questo 2022 per le aziende ticinesi? E come vedono il 2023? Domande alle quali ha cercato di rispondere un sondaggio della Camera di commercio ticinese. Per capirne di più abbiamo approfondito il tema con il presidente Andrea Gehri.

250 aziende hanno partecipato a un sondaggio della Camera di commercio ticinese (Cc-Ti). Obiettivo: capire come è andato il 2022 e fare una previsione per l’anno che verrà. Questi 12 mesi sono stati positivi, ma i prossimi rischiano di essere duri per le ditte del Cantone. “Salgono i prezzi e si riducono i margini. La situazione è complessa e prevediamo una decrescita”, ha affermato a Ticinonews il direttore della Camera di commercio Luca Albertoni. Ma come leggere quanto emerso dall’inchiesta? Ne abbiamo parlato con Andrea Gehri, presidente della Cc-TI. “Paradossalmente si pensava che la pandemia fosse un problema difficile da superare, ma forse è stata l’anticamera della situazione con la quale saremo confrontati il prossimo anno”, ha spiegato Gehri, il quale ha descritto come "resiliente" l'economia ticinese.

L’influenza del conflitto in Ucraina

“La guerra ha influito duramente, soprattutto per quanto riguarda le difficoltà nel reperire le materie prime. Questo ha portato a registrare grandi ritardi, in modo particolare all’inizio del conflitto, i quali sono stati seguiti dai rincari. Questi sono due aspetti che hanno messo in grossa difficoltà la nostra economia e lo faranno anche in futuro”, ha continuato il presidente.

Il Ticino è trainato dalla Svizzera oppure no?

“In realtà il Ticino non è mai stato trainato dalla Svizzera. Il nostro Cantone ha dimostrato, dal punto di vista economico, di saper tenere il passo di altre regioni elvetiche che si reputano più dinamiche. Il nostro mercato ha una dimensione più piccola, è vero, ma questo non significa che non sia sufficientemente all’avanguardia per quando riguarda il livello delle aziende, della tecnologia e degli investimenti”, ha risposto Gehri.

I posti di lavoro scricchiolano vista la situazione economica?

“L’inchiesta mostra che le aziende ticinesi fanno molto affidamento sul personale e questa è una risorsa fondamentale secondo le 250 realtà interpellate. La maggior parte di loro ha detto di voler mantenere o incrementare il personale per far fronte alle difficoltà che si stanno manifestando sul mercato. Questo mostra che c’è una presa di coscienza, c’è una responsabilità sociale e comunitaria che va sottolineata. Non solo, i settori che possono permetterselo aumenteranno gli stipendi ai propri dipendenti per far fronte all’inflazione. Non tutti purtroppo, perché c’è chi è in difficoltà e non può permetterselo. Soprattutto quelle realtà confrontate con la concorrenza estera perché il franco forte è un problema per chi lavora nel settore dell’esportazione”, ha aggiunto il presidente della Camera di commercio del Canton Ticino.

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