
L’iniziativa del Partito socialista (PS) propone di uniformare in tutta la Svizzera il livello delle imposte per i redditi alti e le sostanze importanti. Secondo l’AITI e la Camera di Commercio “il Ticino non è direttamente toccato da questa misura. Tuttavia – si legge nella nota diramata questo pomeriggio - le ripercussioni fiscali saranno importanti anche nel Cantone. L’assenza della concorrenza fiscale non incentiverà il Cantone ad una riduzione delle imposte che da più anni ormai si impone e limiterà la definizione delle deduzioni fiscali“. In Ticino – prosegue il comunicato - la possibilità di limitare le imposte verrebbe fortemente vincolata dall’iniziativa fiscale. Numerosi comuni si vedrebbero costretti ad aumentare il moltiplicatore d’imposte per rientrare nei parametri proposti dal partito socialista. “In generale l’accettazione dell’iniziativa si ripercuoterebbe negativamente sull’intera economia nazionale, minacciando gli alti ranghi occupati dalla Svizzera nelle classifiche sulla competitività pubblicate dai diversi istituti europei” afferma Stefano Modenini, direttore dell’AITI,che puntualizza: “questo comporterebbe perdite di posti di lavoro e un aggravio fiscale generale dovuto all’assenza della concorrenza tra gli enti pubblici”. “Non è vero che il Ticino non viene toccato da questa iniziativa. La sua sovranità sarebbe limitata tanto quanto quella degli altri cantoni e le possibili ed auspicabili misure fiscali favorevoli a tutti i ceti verrebbero fortemente ostacolate” sostiene Luca Albertoni Direttore della Cc-Ti, che rilancia: “a pagare in Ticino sarebbe soprattutto i redditi inferiori che a medio termine si vedrebbero limitati nelle deduzioni fiscali oggi molto favorevoli.”
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