
Poco più di una settimana fa Norman Gobbi aveva definito schizofrenico il comportamento del Consiglio federale e poco comprensibili le sue decisioni. Non il migliore dei presupposti per la visita odierna del presidente della Confederazione Guy Parmelin in Ticino. Oggi, però, il clima sembra essersi stemperato. “Mi sembra giusto che tra persone che si apprezzano ci si critichi. Diciamo sempre: chi ben ama, ben castiga”, ha commentato il consigliere federale Udc. Il quale ha anche difeso l’operato del governo federale: “Credo che sia importante parlarsi tra istituzioni diverse e il Consiglio federale è sempre aperto alla critica, ma il Consiglio federale deve gestire la situazione in base alla conoscenze che ha in materia di pandemia e ha sempre trovato un equilibrio fra l’aspetto epidemiologico e quello economico”.
“Le visite istituzionali servono a sensibilizzare”
Norman Gobbi, da parte sua, ha ricordato come Berna non ci senta dall’orecchio dei controlli alla frontiera, e ha ripetuto come questo rischia di far aumentare il malcontento della popolazione. Ma non sarà la visita di oggi a cambiare le cose, perché ha spiegato il presidente del Consiglio di Stato, “le visite istituzionali non servono a risolvere i problemi, servono a sensibilizzare. Per risolvere i problemi sono i contatti regolari bilaterali, quello che cerchiamo di fare come Consiglio di Stato, ognuno nel suo ambito e ognuno con i suoi consiglieri federali di riferimento, proprio nell’ottica di anticipare e risolvere i problemi. Questi momenti servono a far conoscere la nostra realtà, sensibilizzare ed esporre quelle che sono le sfide, i problemi e speriamo anche talvolta quelle che sono le soluzioni che vogliamo presentare al Consiglio federale”.
“È stata la posizione del Consiglio federale fin dall’inizio”
Infatti, il tema dei controlli alla frontiera è quello che da subito ha diviso il governo di Bellinzona da quello di Berna. Parmelin sul tema ha così risposto: “Il Consiglio federale fa sempre una valutazione di interesse generale, con i Paesi attorno a noi abbiamo deciso una strategia che nella maggioranza dei casi non perturba gli scambi transfrontalieri”, ha detto. “È stata la posizione del Consiglio federale dall’inizio e nei confronti di tutti, che sia l’Italia, la Francia, la Germania o l’Austria”.
“Non è il momento per crisi istituzionali”
Divergenze si sono viste anche a livello di allentamenti. Dal Ticino si chiedeva qualcosa in più. “Quello che ho espresso negli scorsi giorni l’ho espresso anche oggi nel contatto diretto con il presidente della Confederazione, proprio per far capire che a seguito di questa situazione la gente è stanca e talvolta anche stufa delle misure”, ha spiegato Gobbi. Ma, nonostante le richieste del Ticino e di altri Cantoni non siano state accolte, il presidente del Consiglio di Stato sottolinea anche come questo non sia il momento di aggiungere crisi alla crisi: “Il sistema federalista però ci chiede di rispettare la decisione dell’autorità superiore proprio per evitare che a seguito di una situazione di crisi pandemica ci sia anche una crisi istituzionale che nessuno vuole”.
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