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Bellinzona
"L'è tüta na mafia": Pronzini chiede soldi per affrontare il processo
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
2 anni fa
Il politico dell'MpS dovrà comparire in aula dopo una denuncia per ingiuria presentata nel 2021 dal Municipio di Bellinzona.

Pronzini va alla sbarra e chiede sostegno. Morale, ma anche finanziario. Il 17 ottobre, l'esponente del Movimento per il socialismo comparirà in Pretura penale per rispondere del reato di ingiuria, imputatogli dal procuratore pubblico Roberto Ruggeri. Matteo Pronzini dovrà rendere conto di un suo intervento pronunciato durante la seduta di Consiglio comunale di Bellinzona del 20 settembre 2021. In quell'occasione, Pronzini aveva preso posizione sui ricorsi del Municipio di Bellinzona all'Autorità indipendente di ricorso in materia radiotelevisiva prima e al Tribunale federale poi, contro due servizi della Rsi, nei quali veniva affrontata la questione delle morti per Covid alla casa anziani di Sementina. Durante il suo intervento, Pronzini si è scagliato contro il Municipio di Bellinzona, usando l'espressione "L'è tüta na mafia". L'accusa gli è valsa una denuncia firmata dai sette municipali di allora.

Firma e contributo finanziario

Ora l'MpS si rivolge ai suoi simpatizzanti, chiedendo loro sostegno nei confronti di Pronzini, "sia firmando un appello, ma anche finanziariamente, versando un contributo finanziario per le spese giuridiche necessarie per la sua difesa processuale". Secondo il Movimento, "il procuratore propone una multa di 4'000 franchi (20 aliquote giornaliere) e l’iscrizione al casellario giudiziario per un periodo di 10 anni della condanna a cui si aggiungono 3'500 franchi che il Municipio di Bellinzona, accusatore privato, chiede quale risarcimento civile".

Ricorso contro il decreto d'accusa

Il consigliere comunale e deputato in Gran Consiglio giunge a processo dopo avere ricorso, due anni fa, contro il decreto d'accusa firmato dal pp Roberto Ruggeri. Se lo avesse accettato, Pronzini non sarebbe dovuto comparire in aula, ma avrebbe comunque dovuto pagare la multa di 4'000 franchi. In quell'occasione, il politico MpS si era detto tranquillo all'idea di affrontare il processo: "Sarà l'occasione per dimostrare che non ho offeso nessuno e per rilanciare la discussione attorno al comportamento del Municipio, che usa ricorsi per mettere a tacere i giornalisti".