
Walter Gianora precisa le proprie condizioni in una lettera inviata alla Commissione cerca. Se venisse eletto presidente del PLRT, il granconsigliere di Blenio mette tre paletti – vincolanti -. Primo: chiede di percepire almeno il 40% del suo salario attuale, scrive oggi la Regione. Secondo: Gianora esige il diritto di veto sull’organizzazione, cioè su chi e come deve farne parte. Terzo: davanti al Congresso dovrà esserci solamente una candidatura. E questo per evitare ulteriori spaccature all’interno del PLRT. Se il primo punto può trovare appoggio dalla Commissione cerca, che ha già avanzato l'ipotesi di un indennizzo fisso mensile prima di scegliere i candidati, lascia perplessi i vertici del partito la gestione dell’organizzazione, come sottolinea il quotidiano bellinzonese. Per una questione di statuti. Insomma, nel PLR non si prevede un presidente con “pieni poteri”. Così recita l’articolo 61: “Il presidente rappresenta politicamente il Partito. Egli presiede di diritto il Comitato cantonale e l’Ufficio presidenziale”. E ancora: “Coadiuvato dal Segretario, egli vigila sull’esecuzione delle decisioni del Congresso e del Comitato cantonale. Mantiene i contatti con i consiglieri di Stato, i deputati al Gran Consiglio, i deputati alle Camere federali, nonché con le altre organizzazioni del Partito”. Roberto Badaracco, che ieri è stato sentito assieme Gianora dall’Ufficio presidenziale, non ha invece posto nessuna condizione. Ora si aspetta il turno di Fulvio Biancardi, che verrà sentito prossimamente.
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