
Le terme di Acqui non passeranno in mani ticinesi. La società di Melide "South Marina Real Estate" non ha infatti rilevato le quote detenute da Finpiemonte Partecipazioni e quindi dalla Regione Piemonte entro il termine che scadeva il 31 dicembre. Lo ha reso noto negli scorsi giorni la stampa italiana, precisando che ora la situazione per le terme più importanti del Piemonte si fa più difficile e il CdA dovrà adoperarsi per salvare i posti di lavoro ed evitare la chiusura, probabilmente affittando la struttura.
Lo scorso luglio, ricordiamo, era stata più volte ventilata la possibilità di acquisire il polo termale da parte della società ticinese. La holding di Melide aveva infatti partecipato all'apposito bando di concorso, offrendo oltre 16 milioni di euro per la maggioranza delle quote dell'azienda termale messe in vendita dalla Regione Piemonte. Un'offerta che superava di quasi un milione e mezzo la base d'asta fissata in 15 milioni di euro, che aveva spazzato via l'offerta dell'altro partecipante, un gruppo locale.
Ma lo scorso 20 novembre, durante l'appuntamento con il notaio a Torino, gli acquirenti non si sono fatti vedere e tramite una comunicazione, avevano chiesto più tempo. Come riporta il Corriere del Ticino, il condizionale in questo caso resta d'obbligo, ma stando ai media italiani, vi sarebbero problemi di natura burocratica e l'impossibilità di avere sufficienti garanzie bancarie. Nonostante i buoni propositi avanzati sia dall'amministrazione, che dalla Regione Piemonte, il secondo termine è scaduto senza novità decisive e l'offerta d'acquisto non è stata concretizzata.
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