
Meteo sfavorevole, i cianobatteri che rischiano di compromettere la balneabilità e soprattutto nessun aiuto cantonale: la situazione dei lidi ticinesi non è rosea, dopo un maggio di tempo poco estivo. Raffele Gianola, gerente del lido di Caslano, non le manda a dire al Cantone, chiedendo aiuti che non ci sono.
"Le fatture vanno pagate..."
"Ho potuto lavorare solo cinque o sei giorni e ho dovuto lasciare a casa la gente", ha detto sconsolato a Ticinonews, mentre il cielo era grigio e il lido deserto. "Il Municipio, per fortuna, mi è venuto incontro, ma dal Cantone nessun cenno. Le stazioni sciistiche vengono aiutate, noi no. Il demanio ci fa pagare l'uso della riva e del lago, le fatture vanno saldate, però se non si vende, la merce resta nei frigoriferi e nelle celle".
"Se arrivano i cianobatteri, saranno cavoli amari"
Un altro grande problema è quello dei cianobatteri, che l'anno scorso avevano reso il Ceresio fosforescente, causando il divieto di fare il bagno. Il Cantone aveva parlato di misure preventive come la riduzione di fosforo e azoto nel laghi. Ma nessun aiuto è arrivato ai lidi. "Se l'alga arriva, saranno cavoli amari", ha detto, in modo colorito, Gianola. "Il Cantone dovrebbe tutelare i bagni spiaggia, e non lo fa. Il Comune fa quel che può e chi ci lavora è castrato".
Nel futuro non si vede il sole
"Sono qui da 29 anni ma è sempre più difficile andare avanti", conclude amareggiato. "Non si vede proprio il sole..."

