
Tre sono le cose da fare in caso d'allarme. Nell'ordine: ascoltare la radio, attenersi alle disposizioni dell'autorità e informare i vicini. Ieri notte, a Bosco Luganese (dove le sirene hanno suonato per errore, vedi suggeriti), questo è stato fatto?La polizia cantonale ha riferito al Corriere del Ticino che «la nostra centrale operativa ha registrato alcune decine di telefonate per gli allarmi scattati la scorsa notte. Le richieste vertevano sul fatto se vi fosse un effettivo pericolo per la popolazione. Le persone sono state rassicurate nel senso che si trattava di un falso allarme». Decine di telefonate che, a seguire il protocollo, non sarebbero dovute avvenire. «Per certi versi è comprensibile, ma non è il comportamento che ci si aspetta – ha detto al Cdt Ryan Pedevilla, Caposezione del militare e della protezione della popolazione. – Telefonare alla polizia sarebbe da evitare perché si rischia di intasare l'organo incaricato di gestire l'emergenza».
Anche perché in radio l'informazione è passata, come previsto: «In questo senso il difetto ci ha mostrato che il sistema ha funzionato. La notizia del falso allarme è stata tempestivamente comunicata via radio, all'inizio a ripetizione, poi ogni ora».L'anello critico della catena è dunque risultato essere il cittadino, colui che in ultima analisi il sistema d'allarme cerca di salvare.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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