
Una panoramica a 360 gradi sui grandi fatti ticinesi, svizzeri e internazionali. Ospite della trasmissione "Detto Tra Noi" in onda su TeleTicino, il già presidente UDC Pierre Rusconi ha avuto una lunga chiacchierata con il giornalista Andrea Leoni, spaziando su vari temi.
Pierre, parto dai fatti di Crans-Montana. È nota la tua vicinanza con il Presidente Guy Parmelin. Avete avuto modo di parlare in queste settimane?
"Abbiamo avuto modo di parlare e di scriverci. Credo abbia reagito da persona degna del suo incarico in una situazione estremamente difficile. Il giorno dopo la tragedia si è presentato a Crans-Montana e ha detto quello che doveva dire. E quando c'è stato l'incontro con tutti, anche con i parenti delle vittime, ha avuto la dignità di comportarsi da uomo e di farsi prendere, come tutti noi, dalle emozioni".
Si è parlato di scontro con l'Italia e dei rispettivi ruoli che si sono giocati negli anni. Cosa ne pensi di questo clima?
"Ci sono 600’000 italiani in Svizzera, con i quali abbiamo degli eccellenti rapporti. Loro hanno dato molto a noi e noi abbiamo fatto lo stesso con loro, sia dal lato economico sia dal lato professionale. Penso che questa deriva, nata in una situazione particolare, non faccia bene a nessuno".
Parliamo adesso di Donald Trump. Quando è stato rieletto è stato festeggiato da tutte le destre europee, compresi alcuni esponenti della nostra, che nel frattempo si sono ricreduti. Perché si erano invaghiti di lui?
"Avere il potere è sempre stato un po' un pallino della destra, no? Molto più che della sinistra. La destra è dimostrare la forza, dimostrare chi è il padrone di un paese in quel momento. Con la voglia, spesso, di protrarlo all'infinito, mentre ci sono delle elezioni che a volte ti dicono: guarda che non vai bene, forse è meglio che venga qualcun altro. Ecco, la destra talvolta è terrorizzata da questo, perché il potere logora ma gratifica".
Passiamo alla votazione dell’8 marzo concernente il canone radiotelevisivo. UDC e Lega sono in prima linea...
"A mio avviso ci sono due aspetti: uno è la partigianeria di cui è accusata la televisione della Svizzera italiana, che dà un po' fastidio all’area di centro-destra, la quale ritiene non vi sia l’imparzialità che ci si può aspettare da un istituto pubblico. Dall’altra parte, questo servizio per il Ticino è ampiamente ripagato a livello economico, ad esempio in termini di posti di lavoro. Inoltre, per quanto concerne la ripartizione pro zona, siamo strafavoriti. Insomma, abbiamo una televisione che alcuni si sognano: livello, status, qualità, sport, notizie…Io voterò di no, perché sono convinto che il Ticino ne uscirebbe indebolito. Non è il caso di dover passare le serate a guardare Rete 4 e ascoltare Del Debbio".
Veniamo alla politica cantonale: Lega e UDC mai così ai ferri corti come negli ultimi mesi. Tu in passato hai dato un contributo decisivo a questa alleanza. E adesso?
"Adesso mi fa male vedere come stanno andando le cose, perché rischiamo di farci male da soli. Io non conosco i retroscena, ma il rischio è di indebolire il centro-destra e non solo a livello cantonale; il seggio al Consiglio degli Stati potrebbe essere in bilico e diventare più difficoltoso da raggiungere, in Municipio a Lugano rischiamo di ritrovarci in minoranza..."
Ma come si risolve questa faccenda?
È un po' il cane che si morde la coda. A mio avviso, però, la Lega da sola due consiglieri di Stato non li farà mai. Che un candidato UDC possa subentrare eventualmente a Claudio Zali è un punto di domanda, perché i numeri sono risicati. Bisognerà attendere le votazioni: in due anni può cambiare tutto. Va detto che Zali ha avuto degli interventi poco felici, come definire 'nulli' i parlamentari democentristi. Ho visto un dibattito proprio qua tra lui e Marchesi ed evidentemente non era fraterno. Diventa quindi una questione di personalismi e non più di area. La gente, invece, vorrebbe che il centro-destra fosse unito, per avere un peso maggiore anche in Parlamento".
Vi era però un'idea per uscirne, che negli ambienti veniva attribuita ad Antonella Bignasca. Si ipotizzava, pare, questa soluzione: non si candidano né Zali né Marchesi, bensì Gobbi e Chiesa. Potrebbe essere una possibilità?
"Potrebbe essere una soluzione. Antonella a volte ha delle proposte brillanti, ma non si espone in prima persona e invece in questa situazione sarebbe forse il caso. Magari qualcuno ci sentirebbe meglio…"
L'intervista completa a Pierre Rusconi andata in onda su TeleTicino:

