
Botta e risposta tra il direttore del Mattinonline Boris Bignasca e il periodico satirico di sinistra Il Diavolo. Stavolta tocca alla redazione di quest'ultimo, con una nota stampa diramata oggi, prendere posizione. E si tratta di un vero e proprio attacco. Completato dalla copertina dell'ultimo numero de Il Diavolo (per saperne di più clicca qui, ndr), anch'essa dedicata, sull'onda della polemica scatenata dal caso Boris Bignasca-Giovanni Orelli.Questa la premessa dei diabolici redattori: "Visto il clima catartico che si è creato recentemente in Gran Consiglio, dove tutti sembrano volersi più bene e le scuse svolazzano coma api impazzite, anche la redazione del Diavolo ha deciso di fare outing. Ha perciò deciso di scusarsi con tutte le vittime che in questi venti anni di satira si è igniominiosamente divertita a dileggiare". Si scusa perciò con: "Giuliano Bignasca, Attilio Bignasca, Boris Bignasca, La mamma di Bignasca, gli zii ed i cugini di Bignasca, senza però scordare altri leghisti illustri come: Roberta e Rodolfo Pantani, Lorenzo Quadri, Norman Gobbi e Renza De Dea , Marco Borradori e Giorgio Salvadè . E anche leghisti non di primo piano come Manganello Poggi". Ma non solo. "Si strappa i capelli per Gudula Freitag e Günther Kiss. Si affrange per le lacrime sicuramente fatte cadere a: Giorgio Giudici, Michele Dell'Ambrogio, Ina Piattini e Sandro Pelloni, Fulvio Pelli e Giovanni Jelmini, Fabio Bacchetta Cattori e Michele Moor. Pierre Rusconi, Paolo Clemente Wicht e Roger Etter. Giorgio Morniroli, Tuto e Paolo Rossi, Rossano Bervini, Edy Salmina e Werner Carobbio". E "si duole per le sofferenze causate a Marina, Franco e Morticia Masoni, a Fabio Pontiggia e Giancarlo Dillena, Antonio Perugini e Jean Pascal Delamuraz. È dolente per l'umiliazione di Tullio Righinetti, Maristella Polli, del gatto arturo e delle gemelle Kessler di Armando Besomi e del mostro di Scandicci". E infine "si scusa anche con tutti gli altri che non hanno potuto trovare posto in questo comunicato ma che rimangono indissolubilmente scolpiti nel nostro cuore. Il nostro più grande rammarico è però essere riusciti a prendere in giro solo potenti e prepotenti, lasciandoci sfuggire dagli artigli deboli e squallide categorie come gli immigrati, i frontalieri o gli impiegati che fanno il loro lavoro. Ci scusiamo però con i nostri lettori soprattutto per non essere riusciti, come riviste più blasonate della nostra, a tirare 80'000 copie, ad avere due consiglieri di stato ed a ricevere le pubblicità di AIL e del Casinò di Lugano".
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