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Ticino
Le scritte di Massagno non sono la stessa cosa. Ma gli estremismi fanno schifo
Le scritte di Massagno non sono la stessa cosa. Ma gli estremismi fanno schifo
Le scritte di Massagno non sono la stessa cosa. Ma gli estremismi fanno schifo
Redazione
7 anni fa
Le minacce a Lea Ferrari non possono essere paragonate ai vandalismi di Massagno. Non esiste però un totalitarismo migliore di un altro

Il tema della settimana in Ticino sono senza dubbio le scritte di stampo nazista di fronte a casa di Lea Ferrari, deputata comunista in Gran Consiglio. Tra chi si è indignato e chi ha minimizzato, il Consigliere comunale leghista Philippe Bouvet ha mostrato delle scritte con simbologie comuniste nei dintorni di Massagno, chiedendosi come mai la sinistra non intervenga con la stessa veemenza di fronte a quei vandalismi.Ma non ci può essere la stessa forza nel condannare i due episodi. Perché sono diversi. Completamente diversi. Da una parte, a Massagno, ci ritroviamo a qualche irresponsabile che ha semplicemente mostrato alla comunità la sua tara nell’avere rispetto degli spazi pubblici. A Serravalle invece c’è chi ha deciso che il tempo delle discussioni fosse finito (probabilmente per l’autore non è neanche mai cominciato) e ha voluto intimidire la giovane e preparata deputata comunista.E’ proprio la violenza del messaggio a essere differente. E non si può non essere solidali con una ragazza che si è messa con le migliori intenzioni al servizio della cosa pubblica e che invece deve subire questi inaccettabili atti. Poi non stupiamoci se i giovani in gamba che provano a dare il proprio contributo in politica sono sempre meno.

Dato che però la discussione è stata dirottata anche sulla simbologia dei vandalismi, che ha accomunato gli aspiranti artisti da strada, la portata del vandalismo ha egual valore materiale. La differenza, la grande differenza, è che la Storia ha stabilito che uno di questi simboli è legale e l’altro no. Una svastica è quindi moralmente più grave di una falce e un martello. E non è un’opinione.Al di là dei simboli rimane il fatto che, se ci sono delle leggi contro gli estremismi di destra mentre quelli di sinistra siano ancora legali, non rendono questi ultimi migliori. I totalitarismi fanno sempre schifo. Le persone non sono meno morte solo perché sono morte lontano dalle nostre latitudini, o perché non erano nostri parenti. Con questo principio potremmo allora accettare Boko Haram o il Ku Kluz Klan, ma non credo che nessuno sia davvero curioso di vedere se la loro versione europea possa essere meno sanguinaria.Che siano di destra che di sinistra, i totalitarismi hanno solo fatto stragi e arricchito chi stava al potere, senza migliorare la condizione del popolo, parola tanto abusata da chi era più impegnato a mascherare le proprie ambizioni che farne realmente gli interessi. Parola tanto abusata ancora oggi.Sarebbe però una fesseria accostare i membri del Partito Comunista ticinese, che ha la giovane classe politica più preparata del Ticino (sfido chiunque a dimostrare il contrario), con gli esponenti di un estremismo che (fortunatamente) non ha possibilità di essere replicato in questa società. I “compagni” nostrani hanno dimostrato di conoscere bene le regole della democrazia e di saper dialogare con tutti.Semplicemente, hanno un nome di partito anacronistico e fuori luogo, sia dal punto di vista geografico che per quello in merito alla visione politica, decisamente più progressista e aperta rispetto ai loro antenati politici. Ma per esporre loro questa critica basta parlare. Perché l’alternativa di minacciare sotto casa con scritte naziste una giovane è davvero da stupidi a corto di nozioni storiche.

Mattia Sacchi

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