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Ticino
Le richieste di GastroTicino a Berna
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Foto © CdT/ Chiara Zocchetti
Marco Jäggli
6 anni fa
L’associazione auspica più sostegno per la ristorazione in vista delle decisioni di domani a Palazzo federale: “Si riapre o si chiude tutto con aiuti” e ai soci: “Evitare atti illegali”

Domani il Consiglio federale si riunirà per decidere se confermare, alleggerire o rinforzare le misure attuali, chiusura di bar e ristoranti inclusa. In vista dell’incontro e della relativa comunicazione, GastroTicino ha presentato una serie di richieste all’Esecutivo, chiedendo in particolare aiuti e risarcimenti per il settore: “auspichiamo che da Berna non facciano trovare a bar e ristoranti, nella calza della befana, un altro mese di chiusura dei bar e ristoranti senza aiuti rapidi, concreti e tangibili”, scrive l’associazione, “lasciando magari aperti altri settori economici. Anche perché i dati sull’evoluzione della pandemia”, si aggiunge, “lasciano trasparire il fatto che non è la gastronomia l’untore per eccellenza”.

Le richieste al Consiglio federale
Queste le rivendicazioni presentate da GastroTicino, “una sintesi di tutto un vasto pacchetto di misure che si spera possano permettere la sopravvivenza di migliaia di imprenditori e delle loro famiglie”:
1. Riapertura in tempi relativamente brevi oppure si chiude tutto, ma proprio tutto come in primavera, questo per coerenza e correttezza nei confronti di un settore che in media ha speso 10'000 franchi per esercizio in misure di sicurezza! Gli altri settori a parte mettere un po’ di nastro adesivo per terra o spray rosso sulla neve cosa hanno fatto?
2. Risarcimento a fondo perso a copertura dei costi vivi non coperti da una chiusura forzata e ingiustificata.
3. Abbassamento sensibile della soglia per cui si ha diritto agli aiuti previsti dai casi di rigore
4. Riattivazione crediti COVID a tasso 0.
5. ILR per tutti al 100%, gerenti di società compresi! e indipendenti senza lungaggini burocratiche, allo stesso tempo cancellazione maturazione giorni di vacanza in regime ILR.
6. Diritto agli aiuti e risarcimenti anche per le Startup.
7. Proroghe su AVS e oneri sociali con rinuncia a interessi mora.
8. IVA di favore per quando si potrà ripartire.
9. Piani di sostegno per tutti coloro che loro malgrado si ritroveranno in disoccupazione causa perdita del lavoro oppure causa chiusura totale.

Suter: “Si rischia la fine di tutta la categoria”
“Da febbraio con GastroTicino e GastroSuisse”, dichiara il presidente Massimo Suter, “abbiamo fatto tutto il possibile per estendere gli aiuti che lo Stato aveva deciso di dare in maniera limitata, chiedendo anche molto di più. Ogni giorno e ogni minuto teniamo sotto osservazione l'evolversi della situazione, con un contatto costante e diretto con le autorità per cercare di ottenere le migliori condizioni quadro, compatibilmente con la situazione sanitaria, anche per evitare problemi più drastici che segnerebbero la fine di tutta la categoria. Sul sito gastroticino.ch abbiamo pubblicato centinaia di documenti su ogni aspetto legato alla pandemia (ILR, IPG, affitti, assicurazioni, Piani di protezione, ecc.) e abbiamo risposto a migliaia di telefonate ed e-mail, dimostrando il ruolo essenziale di un’associazione di categoria forte e credibile verso chi siede nella stanza dei bottoni”.

L’appello agli esercenti: “Continuate a rispettare le leggi”
Vista la difficoltà del periodo, GastroTicino invita inoltre gli associati a tenere duro, a restare uniti, stigmatizzando “i comportamenti aggressivi sui social di alcuni personaggi entro e fuori il settore che nulla hanno a che fare con la nostra cultura e i valori sui quali si fonda il nostro Paese”. L’associazione di categoria “si distanza pertanto da qualsiasi manifestazione o atto contrario alle leggi che non porterebbe alcun risultato e sarebbero solo controproducenti e lesivi dell’immagine di una categoria che sta stoicamente stringendo i denti”.

“Siamo il capro espiatorio, più contagi in altri settori”
GastroTicino aggiunge inoltre che “semmai bisogna reclamare verso le autorità federali e non contro il Governo ticinese con il quale finora abbiamo collaborato in modo ottimale”. Questo specie per alcune misure “che sembrano avere come unico capro espiatorio la ristorazione. Non si capisce infatti come mai i trasporti pubblici e il settore del commercio, non debbano partecipare ai sacrifici che siamo chiamati a compiere per vincere il virus”. Infine, l’associazione invita i soci e la popolazione “a isolare i facinorosi leoni da tastiera che danno la colpa delle loro disgrazie al COVID e a chiunque gli ruoti attorno, per una situazione di grave difficoltà, preesistente all’inizio della pandemia. Non è urlando slogan facili e populisti che si otterranno dei risultati concreti”, conclude.

La campagna di GastroSuisse
Nel frattempo, GastroTicino comunica l’adesione alla campagna di GastroSuisse che invita tutti i membri ad inviare una lettera al Consiglio federale per esprimere le proprie difficoltà oltre ai propri pensieri e sentimenti riguardo alla situazione in cui versa la ristorazione. Il link della campagna è raggiungibile qui.

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