
Dal prossimo 28 maggio sono di nuovo consentite le funzioni religiose. Lo ha reso noto oggi il Consiglio federale, specificando che la ripresa è legata a un piano di protezione, concordata con le comunità religiose. In questo senso la Diocesi di Lugano ha già elaborato il suo, che ha trasmesso oggi a tutte le comunità parrocchiali. Nel documento, lungo cinque pagine, si elencano diverse disposizioni da seguire.
I cambiamenti principali riguardano la pulizia (tutti i punti di contatto, come banchi e porte, dovranno essere igienizzati con appositi prodotti ad azione antisettica) e l'accesso alla chiesa. Una persona designata dalla Parrocchia vigilerà l'ingresso affinché si evitino assembramenti sui sagrati e si garantisca un'entrata "regolata" e con il "distanziamento necessario". L'accesso è limitato a un numero massimo di fedeli corrispondenti a un terzo della normale capacità del luogo. All'interno ogni persona deve poter disporre almeno di 4 metri quadrati di spazio e i posti devono essere intercalati rispetto alla fila precedente e quella successiva. Non ci saranno più cori, verranno tolti i libretti di canto, non si terrà più il rito dello scambio della pace e i fedeli riceveranno la Comunione sulla mano e non in bocca. I battesimi, le prime comunioni, le cresime e i matrimoni sono consentiti "solo nel rigosoro rispetto delle regole di igiene e di distanziamento".
Durante un'intervista a Teleticino, il Vescovo di Lugano ha espresso soddisfazione per la decisione della Confederazione, e ammette: "Ci stavamo preparando da un po' alla riapertura"
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