
Atteso da tempo, ieri la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo ha infine emesso il decreto d'accusa nei confronti della deputata socialista Lisa Bosia Mirra, proponendo una condanna a 80 aliquote giornaliere, sospesa condizionalmente per due anni.
La diretta interessata, tramite l'avvocato Pascal Delprete, ha già reso noto che farà opposizione: "Verrà presentata opposizione con contestuale richiesta di assumere tutte le prove e testimonianze che sono state rifiutate da parte del Pubblico Ministero."
Ma qual è invece il pensiero del suo partito sulla decisione del Ministero pubblico? "Io non ho ancora in mano il decreto, ma ne sto parlando con l’Ufficio presidenziale - ci spiega al telefono Igor Righini, presidente del PS - Logicamente trovarsi a discuterne già stamattina non era evidente. In quanto è stato pubblicato, mancano maggiori dettagli sulle sanzioni. Questa a ogni modo è una proposta della procuratrice, quindi non è ancora una condanna. Se la procuratrice deciderà di confermare il decreto, si andrà a processo. Non si risolve tutto oggi."
In ogni caso i vertici del partito, prima di pronunciarsi ulteriormente, intendono discutere anche con la diretta interessata, che però ora si trova all'estero, a Belgrado. Nelle scorse settimane, delle discussioni avevano tuttavia già avuto luogo: "Ne abbiamo parlato perché sapevamo che sarebbe arrivata la decisione, ma aspettavamo di sentirla per capire la reazione della granconsigliera. Ora gli elementi si stanno chiarendo, ma tutto è ben lungi dall’essere risolto."
Per il Partito socialista non cambia quindi il giudizio sulla sua esponente? Righini conferma sostanzialmente quanto già espresso negli scorsi mesi: "Da parte nostra rimane quello che abbiamo sempre detto, ovvero che Lisa ha agito in base ai suoi impulsi e alla sua sensibilità umanitaria in una situazione drammatica. Ha commesso atti che vanno contro la legge, ma secondo noi le ragioni umanitarie sono rilevanti e vanno ascoltate, non si possono negare. Se avesse agito per suo tornaconto economico sarebbe stata un'altra storia, ma qui c'è altro dietro e va quindi considerato."
In linea di principio, Righini è dunque sostanzialmente d'accordo con l'opposizione che la deputata vuole portare avanti: "Di principio siamo innanzitutto d’accordo con l'autorità pubblica che è chiamata a esprimersi, ma crediamo che le ragioni umanitarie vadano prese in conto."
OC
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