
«Tra i molti discendenti di Luigi Della Giacoma troviamo il bisnonno di Ruben Vargas, Silvio Della Giacoma, che era una guardia di confine che è migrata poi a Brissago». C'è anche un po' di Ticino ai mondiali: a dirci di più è Joshua Pedroni, presidente del Consiglio Comunale di Gambarogno. Proprio qui - più precisamente nella frazione Caviano - la famiglia Della Giacoma (o Dellagiacoma, a seconda delle grafie) è patrizia. Non c'è solo Silvio, però. Le ricerche condotte da Pedroni nell'archivio patriziale hanno rivelato anche la presenza di un «Florio, bisnonno Silvio, che a 18 anni era domiciliato a Lucerna. Può essere un pied-à-terre per questa famiglia Della Giacoma che risiedeva a Brissago, prima di essersi spostata nel Canton Lucerna», spiega Pedroni.
Il legame con Brissago
Ma non si tratta solo di una storia del passato. Tra i posti cari all'attaccante della nazionale c'è anche Brissago, dove il giovane Vargas passava le vacanze estive e dove vive ancora parte della sua famiglia. Noi incontriamo Elvio Dellagiacoma a casa sua: «lui è figlio di mia cugina. Il piano di sopra adesso appartiene alla famiglia del Ruben. Lui veniva qui in vacanza dalla nonna», ci spiega. La tempra era quella del campione già in tenera età: «lo vedevo con la mamma sul balcone, qui sopra, col cronometro a passar delle ore. In giornate come queste faceva il giro del giardino: scatto, camminare, scatto, camminare. Era incredibile la sua tenacia». È l'intero comune di Brissago ad essere affezionata a Vargas: «per interposta persona si sa che è imparentato con me. Lui è di carattere molto schivo. Forse ciò è dovuto anche alla celebrità, avendo giocato in Germania e in Spagna. Però quando c'è, è molto disponibile», ci racconta.
...anche Gigi Riva
Vargas non è l'unico campione che conserva un legame con la regione del Verbano. Si pensi a Noé Ponti, ma non solo. Un esempio illustre è anche in casa Dellagiacoma: «Nella famiglia di mia nonna, che proveniva da Laveno-Mombello, c'era un ragazzo che si chiamava Gigi Riva». Tornando al calcio d'attualità, il pensiero va naturalmente alle prossime partite della Nati: «innanzitutto spero che Ruben possa giocare. Perché è tutta una lotteria. Stamattina mi ha chiamato Lionel Messi a chiedermi se gioca, ma ho fatto il segreto d'ufficio come si doveva, perché anche loro temono la nostra nazionale. È chiaro, forza Svizzera. Non ci sono discussioni», scherza il nostro interlocutore. Con la speranza che, se la rete dovesse gonfiarsi, ci sia anche un po' di Ticino.

