
Il problema non è nuovo. In teoria le lavoratrici del sesso che operano in Ticino sono chiamate a pagare le imposte e la cassa malati. In pratica, data la grande mobilità di questa categoria professionale, sono ben poche quelle che ottemperano ai loro obblighi.
L'anno scorso, in un'intervista al Corriere del Ticino, il sindaco di Cadenazzo aveva quantificato in 2'300 franchi l'importo medio annuo che le prostitute sono tenute a pagare al Comune. "Ma con scarso successo d'incasso" aveva sottolineato Flavio Petraglio.
Un mesetto fa sempre il Corriere del Ticino aveva fatto notare che sul Foglio ufficiale erano comparsi in contemporanea ben 16 precetti spiccati dall'Ufficio esecuzione di Bellinzona a carico di otto prostitute che lavorano o hanno lavorato all'ex Motel Castione, oggi noto come Casa Yasmine.
Ieri si è raggiunto un nuovo record. Sull'ultimo Foglio ufficiale figurano infatti ben 67 precetti esecutivi spiccati dall'Ufficio esecuzioni e fallimenti di Lugano nei confronti di 44 lavoratrici del sesso attive o già attive nei locali erotici di Pambio-Noranco. A non essere stati pagati sono i premi di cassa malati e le tasse.
Ben venga quindi la nuova legge sulla prostituzione, il cui messaggio è stato licenziato proprio oggi dal Governo. Con la nuova legge, infatti, potrà essere negata o revocata l'autorizzazione alle prostitute che non rispettano i loro doveri finanziari.
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