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Le preoccupazioni attorno allo spegnimento de "La 2"
Le preoccupazioni attorno allo spegnimento de "La 2"
Le preoccupazioni attorno allo spegnimento de "La 2"
Redazione
10 anni fa
Pedrazzini: "Come si farà con i soldi derivanti dalla pubblicità?"; Minoli: "Il pubblico anziano sarà pronto?"

Dal 2020 "La 2" sarà solo online. Lo ha confermato giovedì la stessa RSI, lasciando spiazzati e creando un po' di malumore soprattutto tra gli anziani (ossia il pubblico più fedele) e il mondo sportivo. Ma anche in chi si domanda quale sarà il futuro della Radiotelevisione di lingua italiana, dopo tra l'altro i molti tagli agli impieghi all'interno dell'azienda.

"Questo passaggio al digitale non è assolutamente un nuovo piano di risparmio o di riduzione degli impieghi", ha rassicurato il direttore della RSI Maurizio Canetta al Caffè, aggiungendo: "La spesa resta uguale, così come i posti di lavoro. Si riorienterà solo l’offerta. L’obiettivo, semmai, è di contenere i costi altrove per investire sui programmi".

Concorde sull'inevitabilità del passaggio de "La 2" al digitale è anche Renato Minoli del Sindacato svizzero del mass media: "Non siamo contrari a questa scelta e ci è stato garantito che non saranno toccati altri posti di lavoro. Quello che ci preoccupa è se il nostro pubblico, e penso a quello più anziano, sarà veramente pronto a seguire "La 2" sui dispositivi mobili, online o con la smart tv".

Perplessità vengono però espresse da Luigi Pedrazzini, presidente della CORSI: "Non è affatto detto che lo spegnimento de "La 2", che comunque dovrà avvenire se l’alternativa in Rete raggiungerà con pari qualità tutti gli abbonati del cantone, corriponda ad una misura di risparmio. Alla RSI, ad esempio, il mandato in corso vieta la pubblicità online, mentre la pubblicità tv, al momento, rende circa 2 milioni di franchi annuali a "La 2". E come si farà a gestire le trasmissioni, dalla Meteo alle partite di Champions League, che sono sponsorizzate?".

Non nasconde la sua preoccupazione anche Raffaella Adobati Bondolfi, presidente del Consiglio del pubblico della CORSI, la quale teme che il trasferimento del secondo canale tv sul web sminuisca l’attrattività del servizio pubblico sia per i telespettori più anziani, sia per quelli meno aggiornati tecnologicamente. "La preoccupazione maggiore è che siano mantenuti programmi e contenuti da servizio pubblico: parlo della documentaristica, dei dibattiti come ‘Democrazia diretta’ o ‘60 minuti’, e di tutti quei programmi che possono contribuire allo sviluppo culturale della società, a formare un’opinione, a comprendere i vari problemi. Trasmissioni che auspico siano rafforzate".

Da questo punto di vista Canetta tranquillizza: "Il pubblico avrà sempre a disposizione "La 1", con tutti i suoi contenuti televisivi e con quelli che saranno trasferiti qui dal secondo canale. Alle trasmissioni sportive si accederà non solo attraverso i dispositivi mobili, ma soprattutto attraverso la smart tv già in uso; si tratta d’incentivarne di più l’utilizzo tra gli anziani".

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