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Ristorazione
Le "prenotazioni fantasma" colpiscono anche i ristoranti ticinesi
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
3 anni fa
Secondo il titolare dell'Osteria Luis di Seseglio, sarebbero soprattutto i giovani ad adottare questa pratica.

Prenotare un tavolo al ristorante e non presentarsi. Le cosiddette “prenotazioni fantasma” sono fonte di perdite economiche significative per i ristoranti. Il cosiddetto “no show”, ovvero la prenotazione di un tavolo per il quale non ci si presenta e non si avvisa, è un fenomeno presente anche alle nostre latitudini. "È un problema che c'è da qualche anno, una volta non succedeva", conferma Antonio Cavadini, titolare dell’Osteria Luis di Seseglio. "Negli ultimi 7-8 anni, accade spesso che nei momenti di maggiore affluenza i clienti che hanno riservato non si presentino. E se li chiami a un numero che hanno lasciato, non rispondono".

Più prenotazioni la stessa sera

Il fenomeno ha un impatto maggiore sui ristoranti di piccole o medie dimensioni, come l'osteria di Cavadini, dove un tavolo in meno influisce molto sulle casse del locale. "Io ho una quarantina di posti. Se il tavolo da otto persone rimane vuoto, per me si tratta di una perdita d'incasso del 20%". Stando al ristoratore momò, si tratta di una tendenza diffusa soprattutto nei giovani, che effettuerebbero prenotazioni in più ristoranti la stessa sera, decidendo solo in seguito dove andare.

Caparra?

In alcuni paesi, le prenotazioni fantasma vengono combattute con il versamento di una vera e propria caparra, che funge da penale per chi non si presenta. Una modalità che in Ticino non è ancora particolarmente diffusa. "La caparra indica una certa sfiducia dei ristoratori nei confronti di chi prenota: non volevamo fare uno sgarbo", commenta Massimo Suter, presidente di GastroTicino. Le cose starebbero tuttavia cambiando. "Ultimamente, la clientela ha leso questo rapporto di fiducia. Credo che sempre più spesso si ricorrerà alla caparra anche per piccoli tavoli e non solo per i banchetti".