
Torna a preoccupare la qualità dell’aria in Ticino. Negli scorsi giorni il livello delle polveri fini ha superato in maniera importante il limite stabilito dall’Ordinanza federale contro l’inquinamento atmosferico (OIAt). Sia sabato che domenica scorsi le concentrazioni medie giornaliere di PM10 registrate nel Luganese e nel Mendrisiotto hanno superato abbondantemente la soglia dei 100 µg/m3 e il Dipartimento del territorio ha confermato oggi l’entrata in vigore delle misure urgenti anti-smog previste dal Decreto esecutivo del 23 novembre 2016 (vedi articolo suggerito), in attesa delle "riparatrici" precipitazioni attese per giovedì.
Ma non è la prima volta che qualità dell’aria nel nostro Cantone registra dei sensibili peggioramenti e parallelamente agli appelli del mondo politico una delle voci più autorevoli che si è levata è quella dell’oncologo Franco Cavalli, da sempre molto attento alla problematica. Lo abbiamo quindi contattato per un commento sulla situazione attuale e sulle misure messe in atto dal DT.
“Le misure prese sono importanti perché sensibilizzano la popolazione – spiega il prof. Cavalli – L’aumento delle polveri fini è preoccupante in quanto sappiamo che sono la causa principale dei casi di infiammazione polmonare la componente più pericolosa nei tumori”.
Un problema da non sottovalutare, quindi, e l’auspicio è quello di un intervento deciso da parte delle autorità: “Una misura più drastica, come ad esempio il blocco degli automezzi EURO3, poteva essere decisa già dall’inizio. Forse ci vorrebbe un appello più pressante alla popolazione: le polveri fini sono pericolose per la salute”.
“Si ha l’impressione che il tema venga trattato in maniera troppo burocratica – conclude Cavalli – Bisogna scuotere la popolazione, ultimamente siamo stati bombardati da notizie sulla pericolosità dei salamini, notizie alle quelli ci siamo ormai assuefatti e che rischiano di far passare inosservate altre notizie su fattori cancerogeni. Le polveri fini sono ben più pericolose di un salamino”.
Il professor Cavalli, ricordiamo, aveva già lanciato un appello lo scorso ottobre (vedi articolo suggerito): "Sessant'anni fa il Mendrisiotto aveva una delle percentuali piú basse di tumori al polmone in Svizzera, ora é in testa alla classifica...".
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