
Ieri l’agenzia dell’ambiente dell’Onu ha lanciato l’allarme: “Se non si protegge l’ambiente presto arriveranno altre pandemie ”. Ma capire la relazione tra la salvaguardia dell’ambiente e lo scoppio di una pandemia non è sempre evidente. I colleghi di Radio3i hanno fatto il punto con Emiliano Albanese, professore di salute pubblica all’USI e co-direttore dello studio Corona Immunitas Ticino.
“Tutte le malattie infettive dipendono dal contesto, ovvero dove uno vive e come interagisce con l’ambiente. Nel senso più specifico c’è un concetto di ‘one health’ che dice come la salute del pianeta, degli animali e degli umani sia legato a un grande concetto di salute che accumuna tutti”, spiega Albanese.
La relazione tra pandemia e la salvaguardia dell’ambiente dunque è una cosa reale e tangibile. “Un virus è un organismo che infetta per vie aeree e però ci sono dei fattori che possono favorire l’esposizione al virus o un decorso più o meno grave della malattia”, e aggiunge: “Ci possono essere delle condizioni ambientali climatiche naturali (come l’umidità) o create dall’uomo (l’inquinamento) che modulano il nostro rischio di esporsi al virus e di contrarre la malattia”.
“Le pandemie si devono prevenire”, asserisce Albanese. “Per quanto possa essere imprevedibile un aumento rapido bisogna imparare ad essere più pronti alla prossima emergenza”. Uno dei cardini della salute pubblica, spiega, “è quello di avere prima di tutto un sistema di sorveglianza e quindi essere molto veloci a identificare una nuova minaccia”.
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