
In questa domenica elettorale, il Caffè si diletta ad assegnare le pagelle ai parlamentari ticinesi uscenti e ai principali loro sfidanti.
Oggetto di valutazione del domenicale sono il modo in cui i vari candidati si sono profilati durante la legislatura e il ruolo svolto in queste settimane che hanno portato al 18 ottobre.
Ebbene, secondo il Caffè tra i parlamentari uscenti coloro che si sono meglio destreggiati in questa campagna elettorale sono a parimerito i due popolari democratici Filippo Lombardi e Fabio Regazzi, entrambi valutati con un 5 (su 6). Nel caso del consigliere agli Stati il domenicale lo definisce "superimpegnato", evidenziando il suo ruolo da capogruppo PPD alle Camere federali e la sua importanza nel rilancio del partito a livello cantonale dopo le dimissioni di Giovanni Jelmini. "Rottamatore" è invece l'appellativo che viene assegnato a Regazzi, del quale il domenicale loda "il meritevole impegno politico" in particolare contro la burocrazia.
Al terzo posto il liberale radicale Fabio Abate, cui viene assegnato un 5-. "Federalista", lo definisce il Caffè, facendo notare la sua particolare attenzione alle esigenze del Ticino in un contesto nazionale.
Seguono con la nota 4,5 Ignazio Cassis (PLR) e Marina Carobbio, il primo "efficace", la seconda "stakanovista".
Poi, con il 4+, il "diligente" Giovanni Merlini (PLR) e il "protettivo" Pierre Rusconi (UDC).
Appena la sufficienza, invece, per il popolare democratico Marco Romano ("ragazzo fortunato") e per il leghista Lorenzo Quadri ("grafomane").
All'ultimo posto, unica insufficiente (3,5), la leghista Roberta Pantani, definita "difensiva". Il Caffè ricorda comunque l'accoglimento alle Camere della sua richiesta di chiudere di notte i valichi secondari tra Svizzera e Italia.
Tra gli sfidanti, il domenicale assegna la migliore valutazione, un 5, al presidente PLR Rocco Cattaneo, definito di "indole coraggiosa".
Più indietro tutti gli altri, tra cui due insufficienti (3,5), il socialista Raoul Ghisletta (cui viene consigliato da questa sera un ritiro nel silenzio del Bigorio) e il democentrista Marco Chiesa (che ha smesso il ruolo del politico gentile).
Fin qui le valutazioni del Caffè. Oggi pomeriggio scopriremo se anche il popolo ticinese la pensa allo stesso modo.
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