
Non è insolito vedere muri imbrattati da scritte che prendono di mira la politica. Ma è forse la prima volta che qualcuno accusa un consigliere di stato del più grave dei reati (quello di assassinio) su una delle facciate di Palazzo delle Orsoline. Il messaggio, comparso nella notte e coperto questa mattina con dell’adesivo, sembra richiamare il decesso della donna che aveva diffuso le telefonate compromettenti con Claudio Zali (da specificare che finora è escluso l’intervento di terzi nella morte della 52.enne).
Riget: «Indice di un malessere e di una rabbia diffusi tra la popolazione»
Una scritta che è sintomo della crisi istituzionale in atto, secondo Laura Riget (co-presidente del Partito Socialista). «Sono molto preoccupata. Penso che questa scritta sia indice di un malessere e di una rabbia molto diffusa all'interno della popolazione». Per Riget c’è un clima di sfiducia nei confronti delle istituzioni e del governo. «Credo che questa situazione debba preoccuparci tutti, perché non è una questione di partiti. In questo momento di crisi è fondamentale difendere le istituzioni e lo stato di diritto. È un dovere che abbiamo come cittadini e cittadine».
Dadò: «Il Governo deve rompere il silenzio e mostrare vicinanza alla popolazione»
L’accaduto mostra il forte malessere della popolazione anche secondo Il Centro, il cui presidente Fiorenzo Dadò ribadisce che il Consiglio di Stato deve rompere il silenzio. «Deve farlo anche solo per esprimere la propria vicinanza verso i familiari della vittima e verso tutte le persone che di questa situazione ne soffrono. Ma anche nei confronti della cittadinanza che si pone una serie di domande, comprensibili». Per Dadò il Governo deve dunque dare il segnale mostrando vicinanza «e dire chiaramente che sta monitorando la situazione, facendo tutto il possibile assieme alle autorità per dare delle risposte che siano concrete, credibili e vere al Paese».
Piccaluga: «Un gesto vigliacco»
Dal canto suo, la Lega dei Ticinesi – per bocca del coordinatore Daniele Piccaluga – ha affermato che quanto accaduto questa notte «è un gesto vigliacco. Ma alla rabbia non si risponde con altra rabbia. Dopo settimane difficili serve uno sforzo da parte di tutti: abbassare i toni, rispettare i fatti e ricostruire fiducia».
Speziali: «Evitiamo i processi in piazza»
Ed evitare i processi in piazza, aggiunge il presidente del PLR Alessandro Speziali. «Bisogna evitare che questa crisi istituzionale si trasformi in un clima avvelenato e che avvelena di conseguenza il resto del tessuto sociale. Le responsabilità politiche vanno assunte, ma questa mattina quando ho visto questa scritta mi sono detto che non abbiamo bisogno di ulteriori istigazioni violente. Abbiamo bisogno di verità, di trasparenza e di responsabilità, ma anche di evitare i processi in piazza».
Questo pomeriggio, gli operai erano già al lavoro per lavare la vernice spray rossa. La polizia cantonale, da noi contattata, afferma che sono in corso gli accertamenti per identificare i responsabili.

